Sono passati oltre dieci anni dall’inaugurazione del Silvano Toti Globe Theatre di Roma, il primo ed unico teatro elisabettiano in Italia realizzato grazie alla creativa intuizione del Direttore Artistico Gigi Proietti, con il sostegno dell’Amministrazione Capitolina e della famiglia Toti, da sempre appassionata di arte e cultura. Un luogo nato per far conoscere Shakespeare ad un pubblico eterogeneo e di invidiata sensibilità diventa oggi “un avamposto per il teatro” come lo ha definito nel corso della conferenza stampa di questa mattina il regista Marco Carniti, a causa della crisi economica e dei tagli che stanno infliggendo un duro colpo a questa forma d’ arte, soprattutto nel territorio meridionale del nostro paese. “E’ un quadro difficile quello dell’amministrazione comunale perché ha ereditato grandi buchi di bilancio. Il teatro da Roma in giù non sta bene, è un momento di difficoltà e una preoccupazione a livello nazionale” ha sottolineato Giovanna Marinelli, Assessore alla Cultura e al Turismo di Roma Capitale.

Dopo vari problemi organizzativi ed istituzionali, infatti, il prossimo 2 luglio aprirà la nuova stagione 2015 del Silvano Toti Globe Theatre con Sogno di una Notte di Mezza Estate diretto da Riccardo Cavallo, sperando di superare i 56.000 spettatori dello scorso anno che hanno confermato l’importanza di uno spazio che, grazie alla sua architettura e alla suggestiva messa in scena, permette un rapporto catartico con le opere elisabettiane nella magica cornice di Villa Borghese. “Quest’anno iniziamo con un po’ di malinconia perché sulla carta non sarebbe stato possibile tornare su questo palco. Abbiamo sempre ricevuto il sostegno da parte delle istituzioni ma quest’anno no. Non conosco fino in fondo i motivi politici, ma avevo già preso personalmente impegni morali con attori, registi e tecnici quindi ho deciso che la stagione si doveva fare. Le 56.000 presenze dello scorso anno non ci hanno fatto rinunciare” ha dichiarato Gigi Proietti, amareggiato e sconfortato dalla situazione attuale del suo teatro. Il programma della nuova stagione si presenta tuttavia ricco di emozioni e novità. Dal 16 luglio al 2 agosto andrà in scena Re Lear diretto da Daniele Salvo, sulla celebre storia del sovrano di Britannia che permette un’analisi profonda del potere e dei suoi effetti sulla mente umana. Seguirà poi Molto Rumore per Nulla per la regia di Loredana Scaramella dal 5 al 30 Agosto, mentre dal 3 al 20 Settembre ci sarà Otello diretto da Marco Carniti, l’opera di Shakespeare incentrata sull’identità e la fragilità umana in chiave di tragedia moderna intima e psicologica.

La novità di quest’anno è la conclusione della stagione con lo spettacolo in lingua originale The Comedy of Errors della Bedouin Shakespeare Company diretto da Chris Pickles e in scena dal 24 al 27 Settembre, grazie al gemellaggio con una giovane compagnia teatrale nata a Londra nel 2012, che si impegna a portare Shakespeare in tutto il mondo grazie alla generosità di una famiglia reale di Abu Dhabi che crede nella cultura e nei temi universali dello scrittore inglese.

“Ai momenti di crisi economica si risponde con la forza della resistenza, credendo che la poesia possa farci attraversare questi momenti in modo più consapevole” ha aggiunto l’attrice Melania Giglio protagonista al Globe Theatre con uno spazio dedicato ai sonetti di Shakespeare incentrati sul tema dell’amore: “Nessuno come lui ha narrato l’amore andando alle radici di questo sentimento, oscillando tra una sensibilità maschile e una sensibilità femminile. I primi 126 sonetti sono dedicati ad un uomo misterioso che molti hanno identificato come il Conte di Southampton e gli altri ad una figura femminile, una dark lady. Attraverso questi sonetti vorrei rispondere a queste domande: come avviene la nascita delle affinità elettive? Cosa è l’amore? E come l’amore è diventato uno strumento di conoscenza dell’altro, di se stessi e della letteratura stessa?”.

Nonostante i tagli alla cultura, il Silvano Toti Globe Theatre ha una struttura e un valore artistico unici che portano indietro nel tempo, e lasciano un’impronta nel pubblico che non può essere inghiottita dal compromesso. Come diceva Claudio Abbado, grande Direttore d’Orchestra scomparso l’anni scorso a Bologna: “La cultura è un bene comune primario come l’acqua; i teatri, le biblioteche e i cinema sono come tanti acquedotti”.

Per info e biglietti: www.globetheatreroma.com