Poche parole dagli studi di Porta a Porta, a tarda sera, ma capaci di affondare la legge e lo spirito che la introdusse nel nostro ordinamento con l’obiettivo di arginare il contagio, bloccare il patto criminale politica-mafia. Poco male in un paese che abbonda di leggi, ma difetta in applicazione e rispetto. Grave se quelle parole sono pronunciate dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi che nell’iter di applicazione di quella norma ha anche un ruolo.

La legge è quella che prevede lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. Il caso è quello riguardante il comune di Roma. Proprio il fattoquotidiano.it, ancor prima della decisione poi assunta dal prefetto della capitale, evidenziò l’urgenza di inviare una commissione di accesso per verificare l’eventuale condizionamento della civica assemblea. La norma, introdotta nel 1991, e poi successivamente inserita nel testo unico sugli enti locali (267 del 2000), che ha portato, fino ad ora, allo scioglimento di oltre 250 enti locali, ha, infatti, un carattere preventivo.

Un caso, quello di Roma, che rientra nella legge, nonostante la modifica in senso restrittivo del 2009. La ratio della legge è chiara e punta a contrastare il condizionamento mafioso dell’ente e prevede lo scioglimento quando emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su “collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori, ovvero su forme di condizionamento degli stessi”. Condizionamento che compromette l’imparzialità delle amministrazioni e il regolare funzionamento dei servizi a loro affidati.

Ebbene al momento la commissione di accesso ha consegnato al prefetto di Roma la relazione di 1000 pagine. Si esamina il lavoro svolto prima di assumere la decisione. Eppure, ieri, nel salotto comodo di Porta a Porta, Matteo Renzi ha anticipato, affondando la legge, l’esito: “Roma? Non ci sarà il commissariamento  da parte del Consiglio dei ministri per mafia”.  Al momento il prefetto sta leggendo la relazione della commissione di accesso ed entro 45 giorni deve inviare le conclusioni al Ministro dell’Interno che propone lo scioglimento, deliberato dal Consiglio dei Ministri.

Le parole di Renzi arrivano durante l’iter di valutazione dell’eventuale scioglimento, che potrebbe anche non essere disposto. La relazione non è neanche arrivata al governo. La decisione, insomma, se confermata, viene assunta senza valutare i fatti e l’eventuale condizionamento mafioso del consiglio comunale con annuncio in un salotto televisivo.

Se è così la legge sullo scioglimento può anche essere cancellata, già la revisione in senso restrittiva, introdotta nel 2009 ne ha ridimensionato l’applicazione. Dal 1991 ad oggi, in molti casi, per comuni ed aziende sanitarie, si è disposto l’azzeramento con molti meno elementi rispetto al caso Roma. Traggo queste conclusioni avendo letto i decreti e le relazioni allegate, pubblicate in Gazzetta Ufficiale, dal giorno di introduzione della legge ribattezzando questa forma di governo criminale dei territori ‘Federalismo criminale’. Oggi, però, su quella norma viene messa una pietra tombale.

Si attendono le reazioni della commissione parlamentare di inchiesta sulle mafie e di quanti hanno giustamente protestato contro il governo Berlusconi che si fece beffa della legge evitando di sciogliere il comune di Fondi per infiltrazioni mafiose. In questo caso senza neanche leggere la relazione già viene assunta una decisione. Si poteva risparmiare il lavoro della commissione di accesso, del prefetto e del ministro. Non sento proteste in giro, ha già deciso ‘Il Renzi’ con buona pace di quel che resta della legge.