Dal 1° luglio Dick Costolo non sarà più il Ceo di Twitter. Dopo mesi di pressioni da parte degli investitori di Wall Street, il numero uno della società di microblogging lascerà la guida del social media. La notizia, non inattesa, è stata salutata dalla Borsa con un rialzo delle azioni di Twitter di circa il 7% e anche da qualche tweet di soddisfazione da parte dei dipendenti del sito di microblogging.

La scorsa settimana, Chris Sacca, il maggior investitore di Twitter, in un lungo post sul suo blog aveva dato atto a Costolo, alla guida della società dal 2009, di avere fatto crescere la valutazione di Twitter da 3 a 23 milioni di dollari. Nonostante questo il social network “ha fallito il racconto della propria storia”.

“Fare tweet facili da godere, rendere più facile per tutti a partecipare al social network e fare sì ognuno di noi su Twitter sia ascoltato e prezioso”. Sono queste le indicazioni, forse un po’ generiche, di Sacca secondo il quale è questa la strada per rendere Twitter indispensabile.

Un luogo meno d’elite e più alla portata di tutti e che cerchi nuove possibilità di business legate anche all’e-commerce.Un sito, forse più simile al grande rivale Facebook e meno a quello che è oggi Twitter.

Le strategie e le prospettive di crescita promosse da Costolo non hanno convinto gli investitori. Non che l’amministratore delegato non si sia impegnato lungo questa strada. Il Ceo ha lavorato negli ultimi mesi per espandere la base di utenti al di là di hipster, geek e il pubblico degli appassionati che costituiscono gran parte della base di utenti del servizio di microblogging. Ha reso più facile la possibilità di accumulare follower, ha aggiunto funzionalità di video-sharing, e riorganizzato la home page per renderla più accogliente e facile la ricerca.

Tutto questo però non è bastato visto che Twitter, da quando in aprile ha annunciato di avere abbassato le aspettative per i risultati finanziari, è arrivata a perdere anche il 25% in Borsa. E pur vedendo crescere il numero di utenti mensili attivi da 288 a 302 milioni nel primo trimestre ha mancato le aspettative degli analisti che puntavano su 457.000.000 milioni di dollari fatturato invece dei 436 milioni realizzati.

Così sono arrivate le dimissioni di Costolo che non perde un lauto stipendio. La sua busta paga annuale era di 140.000 dollari e su sua richiesta lo scorso anno non aveva ricevuto azioni della società.