Abdelmajid Touil si dichiara innocente. Così, dopo oltre un’ora, si è conclusa l’udienza-interrogatorio nel carcere milanese di San Vittore per il marocchino di 22 anni arrestato il 20 maggio a Milano su mandato della Tunisia perché sospettato di essere coinvolto nella strage al museo del Bardo dello scorso 18 marzo, nella quale sono morte 24 persone, di cui quattro italiane. “Sono innocente, non c’entro nulla, non mi spiego come questo errore sia potuto accadere”, avrebbe detto in sostanza Touil davanti al giudice del procedimento per l’estradizione, stando a quanto riferito dal suo legale, l’avvocato Silvia Fiorentino. “Da febbraio, quando sono arrivato, sono sempre rimasto in Italia. Sono tornato per la mia famiglia – spiega il marocchino – e non mi consegno alle autorità tunisine”.

“Perché sono qui? Non capisco, non ho fatto nulla”. Lo sta ripetendo da tre giorni Touil. Il giovane è in isolamento al sesto raggio del carcere e continua fare questa domanda a chiunque abbia avuto modo di incontrarlo, parlando arabo. Il giovane ha saputo solo oggi che è in carcere con l’accusa di terrorismo internazionale “perché ieri non era ancora stato autorizzato l’interprete“, dice Fiorentino.

“[Touil] sta bene – spiega l’avvocato – ma come potrei stare bene io se fossi accusata di terrorismo internazionale? Le autorità tunisine non so cosa dicono perché hanno 40 giorni di tempo per mandare la richiesta di estradizione e le carte non le conosco, quindi non amo parlare a sproposito”.

L’udienza è il primo passaggio tecnico-formale del procedimento di estradizione che avrà tempi abbastanza lunghi e sarà fissata successivamente dalla Corte d’Appello. Da quanto si è saputo nell’udienza, il marocchino avrebbe anche parlato e risposto ad alcune domande. Touil è stato trasferito dal carcere di “San Vittore” a quello di Opera, alle porte di Milano. Si trova in una cella di alta sicurezza.

“Sono stati affrettati e poco opportuni gli interventi di alcuni gruppi politici che sono partiti dalla presunzione di colpevolezza”. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, parlando dell’arresto di Abdelmajid Touil, a margine dell’iniziativa Anci “Cento comuni contro le mafie”. “Sono abituato ad aspettare le indagini della Magistratura – ha proseguito – ho grande fiducia nella magistratura milanese”.

Secondo Franco Ionta, procuratore aggiunto a Roma, Touil doveva essere “sufficientemente monitorato“. Intervenendo ai microfoni di Radio Anch’io ha spiegato che “se c’è stato un doppio ingresso di questa persona passi per il primo ma il secondo doveva essere sufficientemente monitorato essendo stato già espulso“. È difficile, secondo il procuratore, “fare automatismo tra immigrazione e terrorismo. L’esperienza di questi anni dimostra come l’attività terroristica è frutto di persone stanziali che avevano anche un ruolo sociale nel paese in cui si trovavano. Questo – sottolinea – non esclude la possibilità di un ingresso fraudolento e clandestino ai fini terroristici”.