Dovrebbero solo vergognarsi i politici, e piangere! Ma piangere davvero, col cuore, non con le lacrime di coccodrillo. Nel 2011, quando è stata varata la manovra del ministro ammazzawelfare Elsa Fornero, sono stati tutti (sindacati inclusi) sorpresi dalla virulenza e (presunta) irrefrenabilità degli attacchi speculativi che rischiavano di portare l’Italia in bancarotta. La Banca Centrale europea era già passata sotto la guida di Mario Draghi, che avrebbe benissimo potuto fare nel 2011 quello che ha fatto nel 2015 (Quantitative Easing, Svalutazione euro) se qualcuno non glielo avesse impedito, ma all’epoca si è preferito puntare sulla buona sorte dello “stellone” italiano, e le bordate speculative che mettevano quotidianamente l’Italia in ginocchio sono state affrontate con la stessa competenza di quei ragazzi che, in visita allo zoo, sanno come fare per tener buoni i leoni (tirano nel recinto grosse bistecche!).

Chi non li ricorda quei mesi di fuoco, con lo spread (tutti chiedevano cosa fosse) che schizzava ogni giorno più in alto grazie anche alla interessata non collaborazione di frau Merkel & C. A quel punto l’ultraottuagenario inquilino del Colle decise di dare il benservito a Berlusconi e affidare le sorti dell’Italia ad una persona di assoluta serietà e capacità economico-finanziaria: il prof. Mario Monti, Rettore Magnifico dell’Universita Bocconi, immediatamente nominato senatore a vita e fiduciato dal nostro Parlamento come nuovo capo del governo.

Adesso tutte le carte sembravano in regola, il grande prestigio e la competenza, anche internazionale, di cui godeva Monti sarebbero bastati a rimettere le cose a posto.

Così almeno sperava il popolo. Invece Monti che fa? Conferma in pieno la “ricetta” europea di feroce austerity sostenuta con cipiglio dalla Merkel, affida il Ministero del Welfare alla Fornero e la sostiene nella storica conferenza stampa dove lei annuncia tra le lacrime un programma di riforme del welfare da lacrime e sangue (lacrime vere stavolta, ma non della Fornero!).

Durante il mio lavoro presso un Istituto di Credito milanese ho analizzato centinaia di imprese grandi e piccole e ho visto molte volte questa strategia: nominano un direttore generale la cui funzione sostanzialmente è solo quella di tagliare le teste (metaforicamente!) al personale in esubero.  Però non ho mai visto regalare il titolo di senatore a vita (oltre ai soldi) e il titolo beffardo di “responsabile del benessere e della prosperità (il welfare) a chi in realtà ha sostanzialmente solo il compito di impoverire chi già non è per niente ricco.

Sfilano letteralmente i soldi di tasca ai pensionati, e lo fanno nel modo più subdolo, perché non si vede!

Quando ti bloccano la rivalutazione della pensione al costo della vita non lo puoi vedere subito, perché ricevi sempre lo stesso importo. Infatti le proteste sono state poche. Forse anche perché tutti speravano che fosse un provvedimento provvisorio, dovuto alla gravità del momento contingente. Invece arriva il secondo anno, e l’importo è ancora inchiodato là, arriva il terzo ed è sempre là. Eppure, anche se l’inflazione è molto bassa, i costi aumentano lo stesso.

Mettiamo che il rincaro del costo della vita (che non è uguale al tasso d’inflazione) sia del 2%, una pensione di 2.000 euro dopo la prima mancata rivalutazione scende a euro 1.960 (40 euro al mese in meno). Il secondo anno scende a euro 1.920,80 (-79.20 euro al mese); il terzo anno (cioè il 2015) scende a Euro 1.882,38 (-117.61 euro al mese).

Quanto ha preso lo Stato a questo pensionato nei 3 anni? Eccolo: [(40×13)+(79.2×13)+(117.61×13) = 520+1029,60+1528,93 = Euro 3.078,53

Perciò dopo appena 3 anni i nostri cari Monti, Letta e Renzi (senza dimenticare Berlusconi, primo firmatario delle purghe comandate da Bruxelles) hanno ‘fregato’ al povero pensionato di 2,000 euro al mese la belllezza di più di 3,000 euro, equivalente pressapoco ad un mese e mezzo di pensione).

Ma questi presidenti e questi ministri, li hanno fatti almeno questi quattro conti? E come fanno a non vergognarsi?

Dobbiamo davvero credere che Renzi e Padoan, coscientemente, decidono di ‘prelevare con destrezza’ dalle tasche di poveri pensionati, gente semplice che ha lavorato tutta una vita, quel poco che permette loro di campare degnamente? Perché non mandare in giro anche le forze dell’ordine a ‘prelevare’ le caramelle dalle mani dei bambini? O il bastone dalle mani degli invalidi e dei ciechi?

Invece di andare a Bruxelles a picchiare i pugni sul tavolo (o sulla loro testa) a quei burocrati pasticcioni, incapaci, fanfaroni (e chi più ne ha più ne metta), si nascondono dietro a calcoli che i vecchietti non sanno fare per coprire con altre malefatte il buco che loro stessi, o i loro compari passati prima di loro, hanno creato negli anni.

Nessun pensionante è andato da loro, pistola in mano, a farsi approvare la pensione. Se qualcuno è andato in pensione troppo presto o con troppi soldi è sempre colpa dei politici che hanno fatto quelle norme e quelle leggi più per i loro stessi interessi che per motivo di giustizia sociale.

Se adesso mancano i soldi andate da loro e fateveli dare indietro in qualunque modo sia legalmente possibile, ma lasciate in pace i vecchietti e … vergognatevi!