L’incendio è conclamato, le immagini in diretta non offrono dubbi, fumo ovunque, le foto su tutti i social raccontano la stessa storia, i telegiornali titolano: fuoco a Fiumicino, lo scalo è chiuso fino alle 14. Eppure Alitalia non sembra saperlo. Sul suo sito nessun avviso, il check in è aperto, le indicazioni regalano un’immagine di normalità assoluta, serenità. IMG_0422Stessa sorte sul sito di Adr, giusto un paio di cancellazioni, ma niente di più. IMG_0420Il call center della compagnia di bandiera è inaccessibile, sembra la sede del Ctu in 24 durante un attacco terroristico: due ore di attesa, soldi spesi (64 centesimi al minuto), una splendida musica di sottofondo, il concetto di “linee momentaneamente occupate” ripetuto all’infinito. Concetto beffardo. Informazione zero. E così per ore, non minuti, nell’epoca della (presunta) efficienza informatica, le apparenze si salvano, non la sostanza; le emergenze non si affrontano con un numero di telefono specifico, meglio affidarsi a pazienza e buona sorte. Fino a quando un operatore risponde, manifesta la sua resa, e spiega: “Purtroppo la situazione è complicata. Anche a noi sui terminali risulta il volo aperto nonostante sappiamo dello stop. Assurdo”. Strano…