Alla fine, lo Stato francese ha vinto il braccio di ferro con Carlos Ghosn, numero uno di Renault e dell’Alleanza Renault-Nissan. Grazie ai 14 milioni di azioni acquisite recentemente, per un totale del 19,7% del capitale, lo Stato è riuscito a raddoppiare il suo peso in assemblea. Una legge anti speculazione, conosciuta come “legge Florange”, prevede infatti che gli azionisti che mantengono le azioni per almeno due anni abbiano diritto al raddoppio del voto. L’unico modo per fermare l’entrata in vigore del doppio voto è che due terzi dell’assemblea lo voglia, ma a niente sono serviti gli appelli di Ghosn: l’opposizione non è passata, avendo ricevuto solo il 60% dei voti.

Secondo i ministri Michel Sapin (Finanze) edEmmanuel Macron (Economia), “un’operazione perfettamente conforme alla nuova dottrina dello Stato azionista, che consiste nell’avere una gestione attiva del suo portafoglio (…)per proteggere i suoi interessi a lungo termine”. Per Carlos Ghosn (nella foto, con il presidente Hollande) una sconfitta cocente. Il manager si era fatto affidare dall’assemblea di Renault il compito di “vegliare sulla durata e sull’equilibrio dell’alleanza”, ma lo Stato francese ha avuto gioco facile in un’assemblea in cui raramente si supera il 70% di presenza degli aventi diritto al voto, e in cui un azionista importante come Nissan (15% del capitale) non ha diritto di voto a causa delle regole sull’autocontrollo azionario.

Ghosn è diventato famoso nell’industria automobilistica per aver salvato dalla bancarotta la Nissan, nel 1999. L’integrazione fra le due Case ha dato buoni risultati portando l’Alleanza a diventare il quarto costruttore mondiale, ma oggi pare messa a rischio. Secondo l’agenzia Reuters, già lo scorso 16 aprile la casa giapponese aveva annunciato in assemblea che se l’influenza del governo francese fosse cresciuta, avrebbe preso delle “contromisure”.

E oggi, con l’entrata in vigore delle nuove regole, lo Stato francese controlla il 28% dei voti dell’assemblea degli azionisti, mentre Nissan è impotente. E il problema non riguarda solo la partecipazione di Nissan in Renault, ma soprattutto quella di Renault in Nissan, del 43,5%. Controllando la Renault, per dirla in parole povere, lo Stato francese ha una forte influenza anche sulla Nissan, che fra l’altro, a livello mondiale, vende il doppio del marchio francese. Un’ingerenza che l’alleato giapponese non gradisce, e che potrebbe portare Ghosn a una mossa radicale: cedere parte dei titoli Nissan, in modo da liberare il costruttore nipponico dalla posizione di autocontrollo e da restituirgli diritto di voto in assemblea.