La decisione è stata presa due giorni fa ai tavolini di un noto circolo milanese. Scopo: fissare i movimenti dei gruppi antagonisti che domani pomeriggio affiancheranno il grande corteo della May Day Parade, organizzato dalla rete No Expo. Il summit anarchico così ha prodotto una cartina inedita e inquietante. Con due obiettivi ben precisi che non stanno sul percorso ufficiale della manifestazione: il primo è il Teatro la Scala dove sarà in scena la Turandot (inizio ore 20) con diversi capi di Stato in platea. Come per la prima del 7 dicembre, anche domani la questura ha previsto un’ampia zona rossa che, nei piani degli anarchici, sarà presa d’assalto. Contemporaneamente, mentre gli anarchici si porteranno verso il centro, altri gruppi si sposteranno in corso Magenta 61 dove ha sede la Fondazione Stelline, storica istituzione milanese costituita nel 1986 dalla Regione e dal Comune.

Qui nei giorni successivi all’inaugurazione la Commissione europea organizzerà una serie di eventi internazionali. Se questi, nella realtà, sono gli obiettivi la grande manifestazione della May Day Parade potrebbe svilupparsi in maniera pressoché pacifica. Tanto più che il percorso pensato dalla rete No Expo (ancora da ufficializzare) prevede la classica partenza alle due del pomeriggio da piazza XXIV maggio e un arrivo soft in via Pagano con un tragitto ben distante da obiettivi sensibili. Da Pagano, dove sarà chiusa la stazione della metro, i gruppi più duri ripartiranno verso il centro della città. Questo il piano ricostruito dal Fatto attraverso diverse fonti. Un piano che punta dritto al cuore di Milano. Da un lato piazza della Scala con la Galleria di corso Vittorio Emanuele e il palazzo del Comune. Dall’altro la zona di corso Magenta e i suoi monumenti (la chiesa di Santa Maria delle Grazie e il Cenacolo Vinciano sono a pochi metri dalle Stelline), la stazione di piazza Cadorna, il castello Sforzesco e l’Expogate a poco più di cinquecento metri. 

In altre parole il piano della protesta anarchica punta dritto al cuore di Milano. E lo fa con modalità atipiche rispetto alle manifestazioni violente viste fino ad ora in Italia e molto simili, invece, alle contestazioni che hanno devastato diverse città europee. Come quella andata in scena a Francoforte il 18 marzo scorso durante l’inaugurazione della nuova sede della Bce. In quella giornata si sono vissute scene da guerriglia urbana. Ed è proprio in quel frangente che, stando alle relazioni dell’intelligence, è stato fissato la seconda tappa della protesta: l’inaugurazione di Expo. Se gli obiettivi ci sono, resta ancora da definire chi terrà in mano la regia degli scontri. Una regia che, va detto, non riguarda la rete No Expo. I loro attivisti, ancora ieri, hanno rispedito “al mittente il tentativo di criminalizzare la rete e i soggetti che ne fanno parte”.

La lente, dunque, si sposta sui gruppi antagonisti più radicali. Secondo diverse fonti, gli anarchici italiani da ieri sono in città. Molti sono arrivati da Torino, Bologna, Napoli e Padova. Altri anche da Taranto, Pisa e Lucca. Qualcuno (non molti), riferiscono le forze di polizia, ha trovato alloggio nel campeggio sociale al parco di Trenno nella zona dello stadio Meazza. La maggior parte, invece, si appoggia in appartamenti e capannoni occupati. E poi c’è l’enigma e assieme la paura del blocco nero in arrivo da tutta Europa e non solo. A quanto risulta al Fatto il primo maggio in piazza ci saranno anche gli antagonisti argentini. Un primo segnale della presenza straniera lo si è avuto lunedì, quando la Digos ha fatto irruzione in alcuni appartamenti occupati di via Apuli nel quartiere del Giambellino. Risultato: 26 persone denunciate. Tra queste 16 francesi e 4 tedeschi. Sequestrate, secondo la polizia, bottiglie incendiare e materiale per costruire molotov.

I francesi denunciati molto probabilmente sono legati al circolo anarchico Maison de La Grave di Rennes nato nel 2006. L’8 aprile scorso (come si legge sul loro profilo Facebook) un gruppo di antagonisti del Giambellino è andato in trasferta a Rennes “per raccontare quello che sta succedendo nei quartieri milanesi”. Sempre sullo stesso profilo Facebook gli anarchici francesi elencano le ragioni per andare a manifestare domani. “Perché l’Expo è uno strumento in più del capitalismo, perché il tema è nutrire il pianeta, ma i suoi partner sono Coca cola e McDonald’s e perché l’opposizione a Expo è un’occasione per incontrare altre persone in lotta”. Quindi la chiusa: “Ieri a Francoforte, oggi a Milano, ci vediamo sulle barricate”.

da Il Fatto Quotidiano del 30 aprile 2015