Eravamo a Napoli nelle stesse ore. No, non ci siamo incrociati. Mentre, lei a bocca aperta e naso all’insù, si prodigava in cori di ammirazione davanti agli affreschi appena restaurati della Villa dei Misteri di Pompei: “Ohhh, come sono belli”, “Ohhh, peccato non esserci venuto prima”, “Ohhh, come siamo bravi a promuoverci con Expo”, io ero all’Istituto Italiano degli Studi Filosofici per i suoi primi quarant’anni. Ohhh, ad averlo saputo prima poteva venire anche lei. Ma visto che ha confessato che non era mai stato agli Scavi di Pompei (oops, che ammissione d’ignoranza!) come posso pretendere che conosca il prestigio di un Istituto che tutto il mondo ci invidia, proprio come il museo a cielo aperto di Pompei e Ercolano?

In Italia abbiamo la classe politica più ignorante d’Europa, dice lo storico dell’arte Tomaso Montanari. Condivido. E lei che ormai ci ha abituato ai Renzi show (battuto soltanto dalle sublimi imitazioni di Crozza) ne è la conferma. Sono sicura che perfino Obama davanti al quale si è seduto qualche giorno fa, in visita ufficiale alla Casa Bianca, è venuto agli Scavi archeologici, magari da turista con macchina fotografica al collo.

Caro Premier, le sarà sicuramente sfuggito che hanno partecipato alle attività della fondazione dell’Istituto personalità del calibro di Norberto BobbioRita Levi-MontalciniCesare MusattiKarl Popper e Carlo Rubbia, ma la lista è infinita. Il tema della lectio magistralis di ieri era: “Che cosa sono e a che fine si studiano le discipline umanistiche“. Mio caro premier, qual è la politica culturale del suo governo? Ce lo venga a dire all’Istituto. Perché a me sembra che 20 anni di spregiudicato berlusconismo ci abbiano lasciato orfani.

Basta allo scempio del nostro patrimonio di bellezze e d’intelletto.

Mi prometta che la prossima volta che passa dalle nostre parti verrà a stringere la mano a Gerardo Marotta, fondatore dell’Istituto, avvocato, uomo dal pensiero libero, che mantiene la sua “creatura” a sue spese. E quando le economie dell’Istituto si sono ridotte a lumicino, dallo Stato non è arrivato un soldo. Neanche per pagare una bolletta. Ha rischiato lo sfratto dalla sua sede storica, il più bel palazzo della Napoli antica, Serra di Cassano. Nessuno si è mosso. E  200mila volumi della storia del pensiero sono finiti negli scatoloni e rischiano di trovare in un ex manicomio una sede provvisoria. Non le garantisco, però, che l’Istituto diventi per lei un bacino di consensi elettorali.

Vuole vedere invece che se chiedo alla Corea del Sud di darmi una mano a salvare l’Istituto, ho qualche chance in più anziché mendicare agli enti pubblici?

Intanto come direbbe il Papa, ca maronna v’accumpagna.

Twitter: @januariapiromallo