A chi appartiene la lista di Schindler? Il prezioso documento, che ha ispirato il film di Spielberg, redatto dall’industriale tedesco Oskar Schindler per salvare dallo sterminio 801 ebrei facendoli lavorare nelle proprie fabbriche, finisce al centro di una battaglia legale in Israele. Il canale all news francese France 24 riferisce come ieri si sia aperta a Gerusalemme l’udienza preliminare di un processo che contrappone da un lato lo Yad Vashem, museo memoriale dell’Olocausto, dall’altro Erika Rosemberg, esecutrice testamentaria e beneficiaria dell’eredità della moglie di Schindler, Emilie, morta in Germania nel 2001.

Da dove deriva la contesa sulla proprietà del manoscritto? Il problema risale al 1999, quando lo Yad Vashem ricevette una valigia contenente centinaia di documenti. Tra questi, due copie della lista di Schindler delle quattro ancora rimanenti – una delle quali sarebbe stata messa all’asta su eBay per 3 milioni di dollari due anni fa – rispetto alle sette originarie. La valigia era passata tra le mani di Anne-Marie Staehr, già amante di Oskar Schindler, che l’aveva nascosta nella sua casa di Francoforte e che suo figlio avrebbe ritrovato anni dopo la morte di lei, nell’84 (e anche di Oskar Schindler, deceduto nel ‘74). Quando la stampa diffonde la notizia del ritrovamento dei documenti in Germania, Emilie Schindler, che vive ancora in Argentina dove si era trasferita anni prima, chiede alla sua amica e biografa Rosemberg di recuperare i documenti appartenuti ad Oskar e di spedirli a Buenos Aires.

Però, secondo la ricostruzione dell’erede di Emilie, i documenti erano già stati mandati a Gerusalemme dal giornalista israeliano Ulrich Sahm, ex corrispondente del giornale tedesco che si era occupato della vicenda, lo Stuggarter Zeitung. Un furto, un sopruso, secondo l’esecutrice testamentaria di Emilie, che sottolinea addirittura come “Emilie si ammalò per quella che definì senza mezzi termini ‘una grande ingiustizia’”. Complici della quale sarebbero naturalmente i funzionari dello Yad Vashem. I responsabili del Memoriale però replicano, sottolineando che fu lo stesso Schindler a dare alla sua amante la valigia, che dunque non è mai appartenuta a Emilie.

il Fatto Quotidiano, 16 aprile 2015