Un mondo senza armi è  non solo auspicabile ma anche possibile. Giorgio Nebbia, autore del post sotto riportato, auspica che la revisione del Trattato di non proliferazione (TNP), in calendario alle Nazioni Unite a partire dal 27 aprile prossimo, porti ad una riduzione consistente dell’arsenale nucleare oggi esistente nel mondo, Italia inclusa. 

Il 27 aprile comincerà un mese di incontri per la revisione del Trattato di non-proliferazione nucleare (Tnp), una sessione delle Nazioni Unite che si riunisce ogni cinque anni alla ricerca di qualche accordo per diminuire, e magari per mettere fine alla presenza di armi nucleari sul pianeta.

Per indurre i paesi non-nucleari a non dotarsi di armi nucleari e per scoraggiare la circolazione o il furto di uranio e plutonio, nel 1970 è stato proposto e poi firmato e ratificato, da “quasi” tutti i paesi, il Trattato Tnp. Era naturale che molti paesi, in questo turbolento mondo, si chiedessero perché alcuni potessero possedere armi nucleari vietate agli altri, per cui nel trattato fu inserito un “Articolo sei” che impegna tutti i firmatari ad avviare in buona fede azioni per l’eliminazione totale di tali armi. Impegno mai assolto dalle potenze nucleari.

Delle sessantamila bombe nucleari esistenti nel mondo nel 1985 molte sono state eliminate e oggi ne restano “soltanto” circa 10.000. Alcune bombe termonucleari B-61 americane sono localizzate anche in Italia a Ghedi (Brescia) e Aviano (Vicenza).

Nel 1996 la Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha dichiarato illegale anche solo la minaccia dell’uso delle armi nucleari. Intellettuali, premi Nobel e uomini politici, movimenti pacifisti ed ambientalisti da anni chiedono ad alta voce, e finora senza successo, “un mondo senza armi nucleari”.

Nel 2014 la piccola Repubblica delle Isole Marshall, 68.000 abitanti di un gruppo di atolli nel Pacifico, in cui gli americani fecero esplodere centinaia di bombe nucleari cinquant’anni fa, ha “fatto causa” agli Stati Uniti e ad altri paesi nucleari che, pur avendo firmato il Tnp, hanno sempre evitato di ottemperare agli obblighi dell’”Articolo sei” di tale trattato e anzi hanno continuato a perfezionare i loro arsenali. Nel 2014 l’Austria ha redatto il testo di un “Impegno” per la totale eliminazione delle armi nucleari dal pianeta.

Papa Francesco nell’appassionato messaggio del 7 dicembre 2014 alla conferenza sulle conseguenze umanitarie delle armi nucleari ripetendo: “Un mondo senza armi nucleari è davvero possibile”. Che i governi partecipanti alla prossima riunione del Trattato di non proliferazione, ascoltino queste parole e si incamminino davvero verso un tale mondo nuovo.

di Giorgio Nebbia