La coop rossa modenese Cpl Concordia sarebbe intervenuta sul conterraneo Stefano Bonaccini (ora presidente dell’Emilia Romagna e allora responsabile enti locali del Pd) chiedendogli di aiutare il sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino per le elezioni. Lo racconta ai pm Stefano Verrini. Il Fatto ha visionato il verbale dell’interrogatorio dell’ex responsabile commerciale dell’area Lazio-Campania-Sardegna di Cpl Concordia, arrestato all’inizio della scorsa settimana e difeso dagli avvocati Massimo e Michele Jasonni.

Verrini ha deciso di collaborare con i pm Henry John Woodcock, Celestina Carrano e Giuseppina Loreto e ha raccontato: “Roberto Casari (presidente Cpl Concordia fino a gennaio, ndr), Francesco Simone (responsabile relazioni istituzionali, ndr) e Ferrandino Giuseppe mi chiesero espressamente di parlare con Stefano Bonaccini, responsabile enti locali Pd e di chiedergli quindi di incontrare Ferrandino per un aiuto per l’elezione al Parlamento Europeo. Li ho fatti incontrare. Se non ricordo male Ferrandino fu il primo dei noneletti”. Al Fatto Bonaccini replica così: “Io conosco Verrini e i vertici della Cpl Concordia ma non ricordo che Verrini mi abbia mai parlato di questo Ferrandino che non ho mai incontrato. Io non sono mai stato a Ischia, non avevo alcun ruolo nella scelta delle candidature in Campania. Non ho mai preso un euro di contributo da Cpl Concordia”.

Il sindaco di Ischia è stato arrestato anche per i 330mila euro pagati da Cpl per la convenzione con l’hotel della sua famiglia e per le consulenze pagate al fratello avvocato, Massimo Ferrandino. Nel suo interrogatorio Verrini spiega: “Per Casari, la convezione con Le Querce era un modo per superare gli ostacoli burocratici”e poi aggiunge particolari nuovi: “Cpl ha stipulato un contratto con un garage di Roma, in via Veneto dal valore di 30mila euro all’anno e Massimo Ferrandino ci teneva le sue auto”. Chissà quante auto ci teneva per 2mila 600 euro al mese. Poi Verrini racconta: “Quando D’Alema venne a Ischia in occasione di una convention alle Querce per il suo libro, notai che si appartarono con lui, Giuseppe Ferrandino, Casari, Simone. Dopo, Cesari mi disse che si era lamentato con D’Alema per il fatto che Cpl avesse perso un grosso appalto al Sant’Orsola di Bologna per soli 4 punti. Aveva vinto Manutencoop”. Su quell’appalto perso ci fu uno scontro epocale davanti ai giudici tra le due coop rosse emiliane. EConcordia se ne lamentava non solo con D’Alema: “Non so perché si lamentava con D’Alema. Si lamentò anche con Vasco Errani”.

I pm napoletani hanno sentito nei giorni scorsi anche il nuovo presidente della Cpl Concordia, Mario Guarnieri. Anche a lui hanno chiesto del vino di Massimo D’Alema. “Cpl – ha verbalizzato Guarnieri – ha acquistato vino anche dal cantautore Al Bano, dall’Amo (associazione di ricerca midollo osseo) e da cantine locali delle cooperative”. Quando i pm però gli chiedono: “Chi prendeva le decisioni per i vini?”, il presidente di Cpl spiega: “Per il vino dell’Amo l’ho presa io. Al Bano, me ne ha parlato Tondelli. Per D’Alema, Casari”. Un altro politico tirato in ballo è il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca: “Un anno fa Vessa (exparlamentare del Pdl, ndr) mi disse che voleva portare Casari da De Luca, di cui Vessa disse di essere amico, per proporre a De Luca la concessione alla Cpl del servizio illuminazione di Salerno. Non so se ci sono andati”.

da il Fatto Quotidiano di domenica 12 aprile 2015