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Obesity Factor, il reality per persone in sovrappeso: obiettivo finale? Perdere 20 kg e imparare un nuovo stile di vita

In palio per il vincitore c'è un contratto con un'azienda legata alla sfera dell'alimentazione: “Una ricompensa che è il simbolo del riscatto sociale – spiega Monica Germani, dietista - Gli obesi sono vittime di emarginazione e spesso si autoescludono. Qui, invece, chi ha avuto la costanza di seguire una dieta e cambiare le proprie abitudini diventa un testimonial, un esempio da seguire”

di Micol Sarfatti

Una sfida, quattro partecipanti e un premio importante. Gli ingredienti sono quelli di un talent, ma a darsi battaglia non sono aspiranti cantanti, attori, ballerini o personaggi in cerca dei 15 minuti di warholiana memoria. Questa volta in gara ci sono persone in forte sovrappeso e il titolo del programma è Obesity Factor. In palio non c’è un contratto con una casa discografica, ma la possibilità di dimagrire e migliorare il proprio stato di salute, grazie a un team di esperti e a un programma ad hoc. Il reality è già stato travolto dalle polemiche. Sarebbe dovuto andare in onda sul web, ma, probabilmente, da settembre sarà trasmesso da una tv nazionale ancora top secret. I casting, a cui hanno partecipato più di 100 persone, sono iniziati a Roma. A breve arriveranno anche a Napoli, Bari, Catania, Firenze, Torino e Milano. Il format è nato da un’idea della dietista Monica Germani e dell’autrice e esperta di comunicazione Federica Dogana. Proprio quest’ultima ha seguito il fratello obeso in un lungo programma di dimagrimento e ha deciso di mettere la sua esperienza al servizio di altri.

“Vogliamo fare una trasmissione informativa e non di intrattenimento –spiega Monica Germani- In Italia l’obesità si sta diffondendo sempre di più, soprattutto tra i bambini, per questo è importante sensibilizzare il pubblico”. I dati sullo sviluppo della malattia nel nostro Paese non sono obiettivamente confortanti. Secondo un‘indagine promossa dal Ministero della Salute, il 32% degli adulti è in sovrappeso e l’11% è obeso. I bambini overweight raggiungono addirittura punte del 40% al Sud, attestandosi su una media nazionale del 30%. I partecipanti di Obesity Factor saranno quattro e con caratteristiche ben precise: un giovane obeso che passa molte ore al computer, un uomo di mezza età sedentario e insulinoresistente, una casalinga in meno pausa e una ragazza con disturbi alimentari compulsivi, “non patologici come la bulimia-precisa Germani- ma transitori come la fame nervosa”. I concorrenti verranno seguiti da cardiologo, endocrinologo, due psicologi, un chirurgo bariatrico, specializzato in interventi per l’obesità, e uno estetico, che opererà solo in caso di interventi strettamente necessari dopo il dimagrimento. Ci saranno anche personal trainer e esperti di look “perché a volte-spiega la dietista- chi perde molti chili ha un aumento improvviso dell’autostima e si veste o trucca in modo appariscente”.

A ognuno sarà prescritta una dieta specifica e un programma di allenamento. La produzione promette che non ci saranno privazioni alimentari estreme: uno degli obiettivi del programma è far capire che per dimagrire non c’è bisogno di digiunare e rinunciare completamente alla socialità, per questo ci saranno anche molti momenti conviviali. I concorrenti non saranno “reclusi” in una casa o in un set. Ognuno continuerà a fare la propria vita e il proprio lavoro nella città d’origine. La telecamera li seguirà durante gli incontri con i medici, le cene e gli aperitivi organizzati dalla produzione e gli allenamenti in palestra. “Il montaggio sarà sempre molto curato –promettono i creatori di Obesity Factor- non vogliamo mandare in onda momenti imbarazzanti per i concorrenti. Nessuno deve essere ridicolizzato”. Tutti i partecipanti avranno un identico obiettivo: perdere peso, all’incirca 20 kg, e imparare le regole di uno stile di vita sano che andrà mantenuto anche a riflettori spenti. Il format avrà 20 puntate, per cinque mesi di trasmissione e circa 50 appuntamenti in day time. Dopo quasi un anno ci sarà una puntata di raccordo, che farà il punto sui risultati definitivi.

Come ogni reality o talent che si rispetti, anche Obesity Factor ha il suo super premio. Il concorrente più ligio e volonteroso vincerà un contratto con un’azienda legata alla sfera dell’alimentazione. “Una ricompensa che è il simbolo del riscatto sociale –spiega Monica Germani- Gli obesi sono vittime di emarginazione e spesso si autoescludono. Qui, invece, chi ha avuto la costanza di seguire una dieta e cambiare le proprie abitudini diventa un testimonial, un esempio da seguire”. Ma tra telecamere e ricchi ingaggi, non si rischia di spettacolarizzare quella che, in realtà, è una grave patologia? “Assolutamente no –ribatte Germani- Ai casting scartiamo chiunque si presenti con la voglia di diventare famoso e di macchiettizzare la sua malattia. Prendiamo solo chi è motivato. Questo programma deve essere istruttivo e far capire l’importanza di una corretta alimentazione. In Italia c’è molta disinformazione sul tema. Si fanno diete che sono di moda, senza essere seguiti da specialisti. Così si perdono chili che poi vengono subito recuperati. C’è chi salta i pasti principali per poi sfogarsi su aperitivi iper-calorici e chi crede che fare 100 metri a piedi basti a tenersi in forma. Obesity Factor vuole proporre stili di vita corretti e utili per tutta la popolazione”.

Nonostante le buone intenzioni, però, c’è ancora chi ha qualche dubbio su un reality per gli extra large. “L’intento è buono, soprattutto se ci sono criteri scientifici –fa sapere una psicologa di Aidap (Associazione Italiana Disturbi dell’alimentazione e del Peso) – con le malattie legate all’alimentazione ci vuole sempre e comunque molta cautela, soprattutto nel presentarle al grande pubblico. Il rischio di emulazione da un lato e di ridicolizzazione dall’altro è sempre in agguato. Infine, non bisogna dare illusioni sul fatto che alla perdita di peso corrisponda automaticamente un maggior successo nella vita o nel lavoro”.

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