“Dal Signore risorto imploriamo la grazia di non cedere all’orgoglio che alimenta la violenza e le guerre, ma di avere il coraggio umile del perdono e della pace”. Nel messaggio Urbi et Orbi di Papa Francesco, nella sua terza Pasqua da vescovo di Roma, una preghiera particolare per i cristiani perseguitati. “A Gesù vittorioso – ha affermato Bergoglio – domandiamo di alleviare le sofferenze dei tanti nostri fratelli perseguitati a causa del suo nome, come pure di tutti coloro che patiscono ingiustamente le conseguenze dei conflitti e delle violenze in corso”.

Dalla loggia centrale della Basilica Vaticana, in diretta mondovisione in oltre 60 Paesi, il Papa ha voluto rivolgere “una preghiera incessante per coloro che hanno perso la vita, penso in particolare ai giovani uccisi nell’Università di Garissa, in Kenya, per quanti sono stati rapiti, per chi ha dovuto abbandonare la propria casa e i propri affetti”. Una preghiera che era risuonata in tutte le celebrazioni del venerdì santo presiedute da Francesco.

Nel suo messaggio pasquale Bergoglio ha sottolineato che “il mondo propone di imporsi a tutti costi, di competere, di farsi valere. Ma i cristiani, per la grazia di Cristo morto e risorto, sono i germogli di un’altra umanità, nella quale cerchiamo di vivere al servizio gli uni degli altri, di non essere arroganti ma disponibili e rispettosi. Questa – ha spiegato il Papa – non è debolezza, ma vera forza! Chi porta dentro di sé la forza di Dio, il suo amore e la sua giustizia, non ha bisogno di usare violenza, ma parla e agisce con la forza della verità, della bellezza e dell’amore”.

Francesco ha chiesto anche “pace e libertà per tanti uomini e donne soggetti a nuove e vecchie forme di schiavitù da parte di persone e organizzazioni criminali. Pace e libertà per le vittime dei trafficanti di droga, tante volte alleati con i poteri che dovrebbero difendere la pace e l’armonia nella famiglia umana. E pace chiediamo per questo mondo sottomesso ai trafficanti di armi”. Preghiera particolare di Bergoglio anche per “gli emarginati, i carcerati, i poveri e i migranti che tanto spesso sono rifiutati, maltrattati e scartati”, e per “i malati, i sofferenti, i bambini, specialmente quelli che subiscono violenza”.

Lo sguardo del Papa si è poi rivolto a tutti gli scenari di guerra: dalla Siria all’Iraq dove Francesco ha chiesto che “la comunità internazionale non rimanga inerte di fronte alla immensa tragedia umanitaria all’interno di questi Paesi e al dramma dei numerosi rifugiati”. Ma anche alla Terra Santa perché “possa crescere tra israeliani e palestinesi la cultura dell’incontro e riprendere il processo di pace così da porre fine ad anni di sofferenze e divisioni”. Preghiera di pace anche per la Libia, lo Yemen, la Nigeria, il Sud-Sudan, la Repubblica Democratica del Congo e l’Ucraina. “Nello stesso tempo – ha concluso Francesco – con speranza affidiamo al Signore misericordioso l’intesa raggiunta in questi giorni a Losanna, affinché sia un passo definitivo verso un mondo più sicuro e fraterno”. Il riferimento è all’accordo sul nucleare firmato recentemente da Iran e Stati Uniti che prevede lo stop alle sanzioni e il depotenziamento degli impianti.

Twitter: @FrancescoGrana