Quanti tra voi hanno avuto la ventura di seguire il Festival di Sanremo, specie quanti hanno affiancato la visione dello show televisivo alle varie cronache sui social, non può non ricordare come uno dei momenti più alti della kermesse sanremese sia stata la messa in onda degli spot di una nota marca di abbigliamento. Faccio una breve memoria. Tutto procede in maniera piuttosto piatta, senza quei guizzi che in genere rendono uno spettacolo televisivo di qualche ora non dico vitale, ma seguibile, quando di colpo arriva, udite udite, una bella canzone. Non solo, una bella canzone dentro un video, lo spot, appunto, particolarmente riuscito. Nulla di nuovo, diranno gli storici del Festival, era capitato anche qualche anno fa con Anna Tatangelo, che proprio all’interno dello spot della medesima griffe ha presentato quello che a oggi viene ricordato come il suo brano migliore.

Stavolta però c’è una differenza. La canzone presentata è interpretata da una interprete ai più sconosciuti, scelta dal marchio come testimonial. Di qui la rincorsa sui social a scoprire il nome. Come a voler mettere il cappello su un’artista che, stando a quanto sentito e visto, corre il rischio di essere quanto di meglio passato dalla Riviera. Ora è passato più di un mese. Quindi nessuno può dire o pensare che l’entusiasmo legato a Tatuami di Claudia Megrè, questo il titolo del brano in questione e della sua autrice e interprete, sia legato al Grande Nulla in cui è stato presentato. Tatuami ancora è lì, a fare bella mostra di sé, per altro comportatosi in classifica meglio di parecchi brani in gara. E noi siamo qui a incontrare la ragazza che l’ha scritto e cantato.

La sua è una storia che meriterebbe a prescindere, perché in questi tempi di crisi un lieto fine è come aria fresca in una giornata afosa. Claudia Megrè, questo il nome. Di lei ci si può ricordare per un suo passaggio neanche troppo veloce dentro la seconda edizione di The Voice. Claudia si presenta alle Blind Audition cantando i Pink Floyd e viene presa nel team Pelù. La stagione, però, è segnata sin dal suo esordio come quella che avrebbe portato alla vittoria Suor Cristina, quindi Claudia non può che rassegnarsi a un passaggio da comprimaria. Ciò nonostante è lì, mi dice, che incontra il produttore che in qualche modo segnerà il suo destino, Nicolò Fragile. I due si scambiano i contatti, e dopo un po’, a quello che può sembrare un convenevole segue una telefonata e una proposta di lavoro: facciamo un album insieme. Il resto è ancora più degno di un romanzo di Dickens. Claudia scrive le sue canzoni, da sola o in compagnia di Giuseppe Di Tella, Fragile produce artisticamente il tutto, colorando dei suoni giusti canzoni che, ascoltate in anteprima, suonano destinate a rimanere. Produttore esecutivo è Dino Manna per la Med Music Corporate. Terminato il primo giro in studio, come non può essere altrimenti, Claudia tenta la carta sanremese, ma come nel caso di The Voice, la sua avventura non arriva alla fine. Sembra l’ennesima caduta in una strada in salita e irta di ostacoli, però ecco che arriva il brand di moda, che si innamora della canzone Tatuami, e che decide di affidare a Claudia il ruolo di testimonial.

Così, esclusa dalla kermesse sanremese, la cantautrice napoletana, che già in passato ha avuto modo di uscire discograficamente con brani molto seguiti in rete e nei network radiofonici, su tutte un duetto con Guè Pequeno e una cover di Liù degli Alunni del sole, si ritrova a occupare una fascia ben più ambita, quella degli spazi pubblicitari di tutte le serate del Festival. Impennata di visualizzazioni del brano in rete, ingresso in classifica del singolo, proposta da parte dei Tiromancino di aprire alcune date del loro tour e le case discografiche, quelle stesse che l’hanno rimbalzata prima del Festival, lì a bussare alla sua porta. Il presente, però, è quello di chi vuole provarci autonomamente. Claudia e Fragile hanno terminato l’album e stanno per tirare fuori un secondo singolo. Quando Pelù, durante la conferenza stampa di The Voice ha parlato di ciecità delle case discografiche, parlava chiaramente di lei, snobbata da tutti e ora rincorsa. A volte, viene da pensare ascoltando la sua musica venata di blues, la sua voce roca, figlia dei tanti cantautori ascoltati, le favole esistono davvero. A volte, viene da concludere, le favole esistono e hanno pure una bella colonna sonora.