Massimo D’Alema rivendica i suoi rapporti “trasparenti” con la cooperativa rossa Cpl Concordia, finita sotto inchiesta prima per rapporti con la camorra casalese e ora per presunte tangenti pagate al sindaco di Ischia. Per la verità, sul sito della Fondazione Italiani europei di questi rapporti non c’è traccia, e nel motore di ricerca interno il nome della coop restituisce zero risultati. L’ex premier ed ex presidente dei Ds se la prende con le intercettazioni riportate nell’ordine di custodia cautelare prive, a suo dire, di “attinenza con le vicende giudiziarie”. E annuncia azioni legali.

“Certamente ho rapporti con Cpl Concordia”, afferma D’Alema, ma “è un rapporto del tutto trasparente, che non ha comportato né la richiesta da parte loro né la messa in opera da parte mia di illeciti di nessun genere”. E ancora: “Non ho avuto alcun regalo” e “nessun beneficio personale”.

Dalle carte dell’inchiesta emergono strettissimi rapporti tra la coop e il politico: tre versamenti regolarmente registrati per totali 60mila euro da Cpl Concordia alla Fondazione Italiani europei; l’acquisto di 500 libri di D’Alema e di 2000 bottiglie di vino prodotto da sua moglie. In un’intercettazione, uno degli indagati parla dell’ex premier come uno pronto “a mettere le mani nella merda”.

“La diffusione di notizie e intercettazioni che non hanno alcuna attinenza con le vicende giudiziarie di cui si occupa la procura di Napoli è scandalosa e offensiva”, continua D’Alema, che non è indagato ma è citato in diverse intercettazioni. “Ho dato mandato all’avvocato Gianluca Luongo di difendere la mia reputazione in ogni sede”.

“Certamente ho rapporti con Cpl Concordia, per cui tenni anche una conferenza in occasione della sua assemblea annuale. Ho rapporti con Cpl come con altre cooperative e aziende private”, spiega il presidente della Fondazione Italianieuropei. “Dalla Cpl non ho avuto alcun regalo ed è ridicolo definire l’acquisto di 2000 bottiglie di vino in tre anni come un ‘mega ordine’ (così ha titolato ilfattoquotidiano.it, ndr), peraltro fatturato e pagato con bonifici a quattro mesi”.

E i libri? “Quanto ai libri – prosegue D’Alema – nessun beneficio personale, ma un’attività editoriale legittima, che rientra nel normale e quotidiano lavoro della Fondazione Italianieuropei. Inoltre, i libri furono acquistati per una manifestazione elettorale dedicata ai temi europei, alla quale fui invitato dal sindaco di Ischia, che era candidato del Pd”.