Il 18 febbraio scorso leggo una lettera sul Corriere della Sera di una studentessa che vorrebbe intraprendere gli studi di medicina e resto veramente basito. Spiega che ha sostenuto il test di ammissione per il corso di Medicina in inglese ad aprile 2014 e nelle sedi da lei scelte, fra le quali Milano (32 posti per i comunitari e 16 per gli extracomunitari), non c’erano più posti liberi. “Tuttavia – sostiene la ragazza – i frequentanti da ottobre 2014 sono 40 su 48 ma gli 8 posti occupati non possono essere riassegnati senza rinuncia propria nonostante ho potuto appurare, tramite social network, che alcuni di loro ormai stanno frequentando l’università nei paesi d’origine” essendo, la quasi totalità degli 8, studenti extracomunitari!

Lungi da me pensare che studenti che hanno brillantemente superato i test non abbiano diritto a frequentare ma limitare in modo così palese la possibilità ad altri è vergognoso.

La studentessa ha chiesto all’ateneo di informarsi sulla reale volontà di frequenza o di rinuncia ma le è stato risposto che non possono contattare gli 8 studenti per “non ledere il principio della privacy”!

Caro dott. Antonello Soro, garante della privacy, che mi ha ascoltato ed ha bloccato la delibera della Regione Lombardia che voleva concedere i dati sanitari ad enti esterni non solo pubblici (alla faccia della privacy), vuole per favore intervenire facendo semplicemente constatare se questi studenti sono ‘falsi’ o veri? Come ha inteso oggi bastano i social per sapere che Università frequenta uno studente.

Studiare Medicina è impegnativo e complesso ma lasciamolo fare nelle università italiane per primo a chi rispetta il prossimo che spesso si raffigura con ragazzi della stessa età che hanno gli stessi sogni. Escludiamo chi da mesi non frequenta e non rinuncia per lasciare posto a chi vuole impegnarsi. Gli studenti di oggi saranno i medici di domani: occorrerebbe insegnare prima il rispetto degli altri altrimenti che medici potranno essere?

La lettera è firmata Cecilia Terranova, credo meriti una pronta risposta da parte sua che sono certo darà. Naturalmente mi aspetto anche una risposta esaustiva ed un intervento diretto da parte del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Giannini.