Su Axn Sci-Fi stanno rifacendo l’intera saga di Star Trek The Next Generation, sono arrivati alla sesta stagione, e io non mi sto perdendo neanche un episodio. La trovo attuale, la trovo geniale, la trovo interessante pure per capire l’attualità. La trovo innovativa e coraggiosa. Ogni episodio è costruito con una cura del dettaglio maniacale, e non c’è un passaggio logico che non venga rispettato. La fisica che si trova dentro ciascuna storia è la chiave per capire, è la soluzione ai guai, è la metafora, è il mezzo per arrivare ovunque. Si parla di velocità di curvatura e di iperspazio, c’è la relatività e la meccanica dei quanti. Viene rispettata ogni virgola delle menti scientifiche che guardano gli episodi con l’attenzione giusta.

Ogni mattina alle 8.30, svegliarsi e guardare Star Trek The Next Generation ti mette in pace con il mondo (quale mondo?), perché ti raccontano una storiella chiusa e bellissima, ben definita, con una soluzione finale, e una morale, che ti permettono di stare bene con chiunque tu debba affrontare durante la giornata. Ad ogni bambino (o a chi vuole continuare ad esserlo) dovrebbe essere consigliato di guardare Star Trek The Next Generation appena svegli. L’equipaggio della nave stellare Enterprise ti accompagna nelle scelte, il capitano Picard (che appena lo guardi la prima volta, lo riconosci subito come il tuo capitano, ha preso il posto di Kirk in maniera del tutto naturale) ti vuole bene, vuole il tuo bene, ti consiglia se ti trovi danti ad un bivio, ed è fermo e preciso nel caso di cattiverie o malaffari di gente che ti circonda. Il comandante Data è l’amico d’infanzia (o attuale) che avrei sempre voluto avere. Il comandante Riker è il grande seduttore, il gigante buono, l’uomo giusto al posto giusto, con cui vorresti stare tutto il giorno. Sull’Enterprise non c’è giudizio, non c’è sotterfugio, non c’è gelosia, ripicca, o volontà di far del male. Tutto viene affrontato con la voglia di risolvere problemi. Se più gente guardasse Star Trek The Next Generation appena svegli vivremmo tutti meglio, ci sarebbero più ragazzi che si iscrivono alle facoltà scientifiche, e il mondo sarebbe più bello.

Propongo Star Trek The Next Generation come cura a tutto: depressione, ansia, voglia di isolamento, tristezza, umori bassi, insofferenza. Finché c’è Star Trek The Next Generation, e finché non sapete a memoria ogni episodio al punto di anticipare i dialoghi, c’è la soluzione a tutto questo disagio.

Grazie all’episodio di oggi (puntata 1, stagione 6) ho pure scoperto dove hanno preso tantissimi passaggi di Interstellar. Ad esempio, è proprio qui che si racconta di un viaggio nel tempo e della comunicazione avvenuta in epoche differenti tra le stesse persone tramite il linguaggio binario. E’ uno degli episodi più belli in assoluto, un vero capolavoro.

In parallelo, di recente ho anche letto un libro di fantascienza nuovo, che vorrei segnalare. Si chiama ‘Atlantis Genesi‘, di A.G.Riddle (edizioni Newton e Compton, 516 pagine, 9.90 euro). Mi è piaciuto particolarmente perché è il genere thriller che ti tiene incollato alle pagine, e non ti lascia andare. E’ pieno di enigmi da risolvere, come solo gli americani sanno scrivere. E’ ambientato 70.000 anni fa, quando l’umanità era sul punto di estinguersi. Riesce a sopravvivere, grazie ad una scoperta di una mente scientifica eccelsa: non vi faccio spoiler, ma vi dico che merita proprio seguirla. La fisica entra in maniera prepotente in questo romanzo, perché senza di essa non si potrebbero spiegare alcune vicende legate ad una missione in Antartide, e ad altre legate ai viaggi nel tempo.

Ps: Per chi fosse da queste parti, se vi va di passare, durante la festa del libro sarò a ‘Libri Come’, sabato sera alle 21, all’Auditorium di Roma, spazio Officina 1, perché presento il romanzo di Massimiliano Boni, ‘Solo per un giorno’, casa editrice 66thand2nd.