Martedì scorso, nella prigione Rajai-Shahr della città di Karaj, un uomo che aveva accecato con l’acido un altro uomo è stato ripagato con la stessa moneta.

Secondo quanto riportato dal quotidiano governativo Hamshahri, il fatto era accaduto nel 2009 a Qom. L’aggressore era stato assoldato dalla famiglia della moglie dell’aggredito per ragioni di vendetta privata.

Occhio per occhio, a sei anni di distanza, letteralmente. Privato chirurgicamente della vista dall’occhio sinistro, il condannato ha ottenuto dalla sua vittima il rinvio di sei mesi dell’accecamento dell’altro occhio. In questo lasso di tempo, cercherà di ottenere il perdono. Il condannato dovrà comunque rimanere in carcere per 10 anni e pagare una multa.

L’accecamento per sentenza dimostra fino a che punto in Iran venga applicato il principio giuridico islamico detto qisas, o retribuzione per i reati di sangue.

Negli ultimi anni, gli attacchi con l’acido sono aumentati in tutto il paese così come, di conseguenza, le sentenze basate sul qisas. Tuttavia, quella del 3 marzo è stata la prima a essere eseguita.

Quello stesso giorno è stata rinviata di due mesi, col benestare della vittima, l’esecuzione della sentenza nei confronti di un uomo condannato a essere reso cieco da un occhio e sordo da un orecchio.

Nel 2011 commosse il mondo la vicenda di Ameneh Bahrami che, dopo essere stata accecata e sfigurata con l’acido dall’uomo di cui aveva rifiutato la proposta di matrimonio, decise di perdonarlo. Ameneh la pensò come Gandhi: “Occhio per occhio rende il mondo cieco”.