Londra, fiori per Boris Nemtsov ad ambasciata russa: presente vedova LitvinenkoSochi era la sua città natale, l’Ucraina il suo secondo paese, non solo per amicizie ma per aver studiato a lungo, in qualità di fisico nucleare, il disastro di Chernobyl. Nel 1997, lo scienziato, divenne primo vicepremier della Russia. Le sue denunce contro Putin sono state scritte su un pentagramma con queste tre sole note: corruzione nel settore energetico; l’avventura “capricciosa” di Putin di effettuare le olimpiadi invernali del 2014 a Sochi e aggressione dell’Ucraina.

L’Ucraina e l’invasione da condannare
Nemtsov ne aveva parlato ancora poche ore prima di essere ucciso in un’intervista a radio Ekho Moskvyat. Aveva affrontato la questione dell’intervento russo nel Donbass e dei soldati mandati segretamente oltre frontiera, anche in una lettera aperta ai militari russi “che servono senza mostrine in Ucraina”. A suo avviso, la ragione principale della crisi economica in cui versa la Russia (a causa delle sanzioni Usa e Ue) è proprio l’aggressione che ha scatenato la reazione dell’Occidente. “Voglio sottolineare che la crisi non è dovuta alla mancanza di liquidità ma dipende soprattutto dalla proibizione di importare tecnologia in ambito energetico. Per esempio la Russia non potrà sviluppare l’estrazione di petrolio e gas di scisto, nonostante abbia le maggiori riserve al mondo. Non ci sono nuovi investimenti e 150 bilioni di dollari sono stati portati via dal paese a causa della guerra mossa da Putin contro l’Ucraina”. Nemtsov aveva annunciato la pubblicazione di un dossier.

Il grande affare dei giochi invernali a Sochi
I giochi invernali di Sochi sono stati uno dei più mostruosi scandali nella storia della Russia moderna”, aveva detto. Nel suo ultimo rapporto scriveva che “le spese sono state senza precedenti, più di 50 bilioni di dollari, di cui 30 sono stati rubati dagli oligarchi e da società vicine a Putin. Gli appalti per la realizzazione delle infrastrutture sono stati vinti solo da persone dell’entourage di Putin. La costruzione dello stadio in una regione subtropicale, non adatta per sport invernali, e ad alta sismicità, senza uno studio di fattibilità e il cambiamento del letto del fiume Mzymta per realizzare le case degli atleti e le infrastrutture, sono esempi di uno sfruttamento barbarico dell’ambiente”.

Il monopolio sull’energia
In un rapporto del 2011, aveva scritto: “Le tariffe del gas sono in continuo aumento a causa del monopolio retto personalmente da Putin e a causa della corruzione dei funzionari pubblici. Le tangenti e le frodi fanno aumentare i costi di qualsiasi cosa del 50%. Questo è il motivo per cui per cui costruire un oleodotto qui costa tre volte di più che in Europa”.

Il Fatto Quotidiano, 1 marzo 2015