Le elezioni israeliane si avvicinano e il premier israeliano Netanyahu continua a seguire una linea politica, che l’ha portato a una situazione senza precedenti nella vita politica israeliana. Duecento esperti militari, capi di servizi segreti, comandanti di reparti speciali dichiarano che Netanyahu danneggia la sicurezza di Israele.

Basta leggere le parole di Meir Dagan, capo del Mossad fino a pochi anni fa, per rendersi conto di quale abisso ci sia tra la retorica di Netanyahu come paladino della sicurezza nazionale e il parere di un vero esperto del campo. “Come persona che ha dedicato 45 anni di vita per la sicurezza di Israele, sento che c’è un gran pericolo per l’esistenza di questo sogno del sionismo. Ho cresciuto qui i miei figli e adesso crescono in Israele i miei nipoti, e il 7 marzo dirò queste cose in pubblico in piazza Rabin”.

Anche Amos Siadlin, da anni responsabile dell’intelligence dell’esercito israeliano, trova che durante il viaggio di Netanyahu negli Stati Uniti in questi giorni la sua insistenza a parlare al Congresso contro la volontà di Obama dimostra “che il voto di Netanyahu in materia di sicurezza è insufficiente. Negli ultimi mesi, se non anni, Netanyahu ripete senza tregua che il vero pericolo per Israele è un Iran nucleare è che lui è l’unico che può fermare questo pericolo.”

In questi giorni che Netanyahu è negli Stati Uniti a spiegare agli americani come fermare la bomba atomica iraniana, per le strade di Tel Aviv la gente manifesta per il carovita e il costo inarrivabile delle case nelle maggiori città.

In questa realtà di emergenza anche la sanità israeliana manifesta un malcontento senza precedenti. Presso il centro medico Shiba, l’ospedale più grande di Israele, il responsabile del pronto soccorso lunedì 2 marzo ha affermato che gli sembra “ci sia un complotto dei governi israeliani degli ultimi 15 anni per far morire i cittadini”. Martedì Netanyahu ha parlato al Congresso americano, tanti esponenti politici americani hanno disertato questo evento. Lì il premier israeliano ha parlato del pericolo iraniano, dimenticandosi che senza pace, sicurezza, sanità e casa gli israeliani non hanno più bisogno del loro stato”.