Esasperata dall’ennesimo voto di fiducia alle misure antidemocratiche di Matteo Renzi nonostante i malumori interni alla “Ditta”, domando a un senatore di lungo corso del Partito democratico, in modo un po’ ignorante e forse ingenuo: “Dimmi perché anche se non condividete le cosiddette riforme per cambiare ‘l’Italia secondo Matteo’, squittite un po’, e poi piegate la schiena e pigiate il botton”. Mi guarda. Mi soppesa. Si apre: “Noi siamo come i Gesuiti, Anna, la sopravvivenza del Partito innanzitutto. Innanzi a tutti. Cioè, i segretari cambiano il Partito resta. Ricordi il film Mission, e la morte  del missionario Irons ad opera del suo superiore che non voleva scontentare la Chiesa di Roma? Ecco, noi siamo così”.

Trovato il bandolo della matassa, mi acquieto (si fa per dire) e comprendo i tentativi di ricondurre le greggi in recinto della badante-Bersani.
Comprendo i suoi comportamenti e quanto gli sarà costato mandar giù l’amaro calice, comunque.

Stamani però la scopriamo indignato e tonante, onorevole Bersani: “Oibo’ insomma, non sono un figurante.”
Quanto deve aver rimuginato, onorevole, osservando la paginetta del programmino di oggi stilato furbescamente dal Capo per la direzione del Pd: “400 parlamentari. Un’ora per materia. Rapidi… rapidi. E non parlate o scrivete in politichese!!”.

Ingenua la sua reazione Bersani, mi consenta. Non ha compreso che Matteo Renzi non fa parte della Ditta, non è un Gesuita, ma uno scaltro fiorentino che non ha più necessità dei vostri sacrifici?
Ha deciso di rottamarvi. Ormai non gli servite più. Il grande Patto denso di “regali” riprenderà, e “Spazio democratico” (la correntina da Lui appena fondata) colmerà le falle coi suoi adepti, e saranno in tanti. Il Potere tira…!