Sta arrivando o è arrivata in tutte le scuole italiane una lettera in cui i primi firmatari della riproposizione al Senato (Maria Mussini, Gruppo Misto) e alla Camera (Giovanni Paglia, Sel) della ex legge popolare: “Per una buona Scuola per la repubblica” hanno inviato a 8500 istituti italiani (Prima parte; Seconda parte). In essa si chiede di dare massima diffusione del testo della Lipscuola, informandone i presidenti dei consigli di Istituto, il collegio dei docenti, le Rsu, i rappresentanti degli studenti. Si tratta di un fatto importante, che potrebbe accelerare la conoscenza di un articolato di legge che – al momento – rappresenta l’unica proposta alternativa (firmata da 100mila persone e scritta da docenti, studenti e genitori) alle proposte che tra pochi giorni il governo ci farò cadere addosso attraverso un decreto legge: sottraendo, quindi, al dibattito parlamentare una materia che (ammesso, come si sospetta, che contenga elementi ulteriori rispetto alla stabilizzazione del precariato) non presenta i requisiti di urgenza e necessità.

A questo proposito il Comitato Nazionale per il sostegno alla Lipscuola ha inviato una lettera al presidente Mattarella, che è poi diventata una petizione online, per sottolineare le gravi dichiarazioni del sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone: “Lo strumento del decreto ci consente di fare tutto in fretta perché sono molte le riforme che vanno in Parlamento ma poi si perdono in quella palude, quindi non si conclude mai una riforma utile della scuola”. In sostanza un’ipotesi di esautoramento del Parlamento dalle sue funzioni istituzionali e costituzionali, in nome di una “velocità” che è un valore (soprattutto se si parla di un tema complesso come la riforma della scuola) solo nella mente di questi avventurieri della politica. L’appello è stato al momento sottoscritto da varie associazioni, da Uds, Flc, Unicobas e Gilda, e da tanti cittadini, tra cui figure significative del mondo della cultura e del diritto.

La lettera alle scuole e l’appello rappresentano un esempio della convergenza attraverso la quale il Comitato fuori dalle istituzioni, e – dentro le istituzioni stesse – i deputati e senatori che hanno riproposto la Lip come disegno di legge stiano operando: convergendo in uno sforzo comune di diffusione del testo e di sensibilizzazione rispetto al delicatissimo momento che stiamo attraversando. Intanto il Comitato ha inviato una lettera ai presidenti delle Commissioni Istruzione di Camera e Senato per chiedere la calendarizzazione della Lipscuola.

L’1 marzo a Firenze è convocata un’assemblea nazionale nella quale si analizzeranno – secondo i consueti criteri di condivisione e collegialità – le proposte di attualizzazione del testo della Lipscuola (che fu scritto nel 2006), nonché le prospettive, gli interventi e le azioni per contrastare la deriva autoritaria che anche sulla scuola il Governo sta determinando. A cominciare dall’adesione alla giornata di mobilitazione degli studenti, indetta dall’Uds per il 12 marzo. Sta a tutti coloro che condividono la necessità di intervenire in maniera concreta vigilare che nelle proprie scuole la Lipscuola venga diffusa, firmare e condividere l’appello, fare il modo che lo sforzo imponente che si sta facendo (per la prima volta non con un semplice no, ma con una proposta alternativa che parte dal basso ed è stata realmente frutto di un ascolto capillare) dia i propri frutti.

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