“A world without gentlemen is a world without ladies” ‘un mondo senza signori è un mondo senza signore’, si conclude con questo slogan lo spot televisivo per il magazine francese Parisian Gentleman in cui comportamenti considerati tipicamente maschili vengono riproposti da donne.

Guardando lo spot troviamo una donna che fa un peto nella vasca da bagno, una che sputa appena uscita da un hotel, una che ha la macchina piena di sporcizia, una che sale in moto e alla quale si vede il tanga, due donne che si picchiano in strada, una che vomita, una che urina in strada, una che fa il dito medio in auto, una che è ad un bancone ubriaca e barcollante.

Forse ho saltato qualche immagine, ma, a questo punto, il concetto dovrebbe essere abbastanza chiaro: gli uomini sono soliti essere poco eleganti, per non dire rozzi, in molte delle loro modalità espressive rispetto alle donne, lo spot punta a creare uno stato di dissonanza mostrando quegli stessi comportamenti declinati al femminile. Ho visto fare tantissime volte quei gesti da uomini e da più di qualcuno non ne sono stato esente neanche io, però, a onor del vero, ho visto anche un numero considerevole di donne agire in modo simile o identico. Non ho niente in contrario a pensare che le donne abbiano una sensibilità diversa che le tuteli maggiormente da comportamenti più rozzi, in effetti ho visto più uomini che donne comportarsi in quel modo ed effettivamente un uomo che usa determinati azioni può avere un effetto diverso da una donna che fa altrettanto (e domandarsi come mai potrebbe essere  un ulteriore spunto di riflessione che non vado approfondendo), ma l’estremizzazione la trovo alquanto offensiva.

Vedendo il video ho sentito il mio maschile e la mia intimità ferita, ridotta ad uno stereotipo. So bene che è una esperienza che molte donne provano, fin troppo spesso, a causa del loro genere. Da una parte questo mi aiuta ancora maggiormente a entrare in contatto con un femminile troppe volte offeso o sminuito gratuitamente, dall’altra mi convinco sempre di più che non siano azioni di sensibilizzazione come questa la soluzione alla disparità dei sessi.

Certo, si dirà che le immagini  sono una provocazione, un qualcosa di volutamente estremo per fare riflettere, ma, come tante volte ho scritto, attaccare gli uomini per farli riflettere li porta solo ad allontanarsi dalle questioni di genere e a pensare che sia “roba da femministe”, dando del femminismo una versione parziale e semplicisticamente accusatoria nei confronti del maschio, come se esserlo fosse sbagliato a prescindere. Ed ecco anche (ovviamente non solo) perché le questioni di genere, pur riguardando uomini e donne, sono considerate cose da donne e portate avanti principalmente grazie al loro di impegno. Mettere in discussione può implicare la provocazione e lo stato di dissonanza, ma non deve ferire o risultare offensivo.

Tra l’altro a pensar male si fa peccato, ma spesso si finisce per indovinare. Non posso non notare che la prima immagine che rappresenta il video, prima di cliccare play, è quella di una bella donna nuda in acqua. Sarà mica un modo per aumentare le visualizzazioni da parte degli uomini “giocando sugli stereotipi”? E se così fosse, di cosa stiamo parlando allora?