Vent’anni fa usciva Materiale Resistente 1945 – 1995, una raccolta di canti partigiani promossa dal CPI (Consorzio Produttori Indipendenti) e dal Comune di Correggio in occasione del cinquantesimo anniversario della liberazione del nostro paese dal nazifascismo. Diciotto band indipendenti registrarono e arrangiarono secondo le proprie attitudini i canti della Resistenza: da I ribelli della montagna a Il canto dei deportati. Tra i promotori del progetto c’erano i CSI – Consorzio Suonatori Indipendenti, che aprivano la strada a Ustmamò, Marlene Kuntz, Modena City Ramblers, Gang, Africa Unite e tanti altri. E il 25 aprile del 1995, la musica indipendente italiana e la Resistenza, con i suoi reduci e le loro storie, si incontrarono nelle campagne di Correggio, nei luoghi dove avevano combattuto i partigiani, per presentare l’album, il libro e un documentario realizzato dai registi Davide Ferrario e Guido Chiesa.

Da quel 1995 sono cambiate tante cose: il CPI non esiste più, i CSI si sono prima sciolti e poi sono tornati con il prefisso ex, e i valori della Resistenza, con la scomparsa degli ultimi protagonisti, perdono forza e arrivano sempre più fievoli alle nuove generazioni. Per questo motivo Massimo Zamboni, chitarrista prima dei CCCP Fedeli alla Linea e poi dei CSI, ha sentito l’esigenza di tornare a parlare di Resistenza e di interrogarsi su cosa rappresenti nei tempi moderni. “Siccome sono emiliano, la lotta di Liberazione fa parte della mio pensiero quotidiano – racconta a ilfatto.it – Una mattina mi trovavo a Torino, la sera prima avevo suonato in un locale, e nella mia testa per tutta la notte si erano mosse le parole “breviario” e “partigiano”, due termini che apparentemente non avevano alcun legame tra di loro. Ho cominciato a ragionare su cosa significasse essere partigiani e cosa rappresentasse la Resistenza oggi. Ho sentito subito il bisogno di allargare questa mia riflessione agli altri ex CSI, perché ritengo che quando si parla di questi argomenti il confronto sia fondamentale”.

Zamboni ha chiamato a raccolta i suoi colleghi, Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli, Giorgio Canali e la new entry Angela Baraldi, proponendogli di dare un seguito all’esperienza di Materiale Resistente. E insieme hanno lavorato alla realizzazione di Breviario partigiano. Si tratta di un cofanetto composto da un dvd, un cd e un libro dedicati alla memoria della Resistenza e della guerra civile a settant’anni dalla liberazione. “Questo lavoro è una sorta di chiamata per uscire dal senso di solitudine che accompagna oggi la nostra vita sociale – continua Massimo – rispetto a Materiale Resistente, Breviario partigiano ha per protagonisti soltanto gli ex CSI, quindi abbiamo una responsabilità e un’esigenza di approfondimento ancora maggiore”. Per finanziarlo hanno deciso di puntare sul crowdfunding, ovvero sui contributi del pubblico che sosterrà l’iniziativa acquistando la propria copia in anticipo. Dal 30 gennaio, infatti, parte la campagna sulla piattaforma musicraiser.

Breviario partigiano sarà composto da un film musicale sulla Resistenza intitolato Il nemico – Un breviario partigiano. La pellicola, diretta da Federico Spinetti e prodotta da Alberto Valtellina, partirà dalle riflessioni di Massimo Zamboni, documentando cosa resta, a distanza di settant’anni, di quell’esperienza, di tutto il dolore, la fatica e il sangue versato per arrivare a essere liberi. Poi conterrà la colonna sonora del film composta da brani estratti dall’album di Massimo Zamboni e Angela Baraldi, Una infinita compressione precede lo scoppio, da pezzi live ripresi dai concerti 30 anni di Ortodossia e Ciò che non deve accadere, accade, e da 3 inediti scritti in questi giorni dagli ex CSI, che non creavano musica nuova insieme da circa diciotto anni, con Angela Baraldi alla voce.

A completare l’opera un libro collettivo, con le sembianze di un vero e proprio breviario, che raccoglierà pensieri, riflessioni, citazioni, aforismi sulla Resistenza di intellettuali e artisti contemporanei. “Abbiamo scelto di coinvolgere numerosi scrittori, musicisti e registi italiani perché questo lavoro fosse esteso anche ad altri. C’è stata una risposta molto ampia ed entusiastica”. Come era successo vent’anni fa per Materiale Resistente, anche la presentazione di Breviario partigiano avverrà il 25 aprile a Correggio. Ma Massimo ci svela in anteprima che non sarà pubblicato con il nome ex CSI. “Un paio di giorni fa è successa una cosa bellissima: ero a pranzo con Giovanni (Ferretti) e lui mi ha detto di avere un nome per noi: Post CSI. Tutti hanno accolto con entusiasmo questa idea e quindi ci chiameremo così”. Una volta nominato Giovanni Lindo Ferretti, non si può fare a meno di chiedergli perché lui e Ginevra Di Marco, le voci storiche dei CSI, non partecipino al progetto. “Ginevra non c’è perché ha due tournée in ballo, mentre con Giovanni sto ricostruendo molto velocemente un rapporto umano. Quando arriveremo a ritrovare sintonia anche dal punto di vista artistico, sarà bellissimo”.