L’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, Giuseppe Mussari, è stato rinviato a giudizio dalla Procura di Salerno per concorso in bancarotta fraudolenta nell’ambito dell’indagine relativa al crac del pastificio Amato. La richiesta del gup Vincenzo Di Florio riguarda anche l’ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi, l’ex presidente della commissione Finanze alla Camera Paolo Del Mese, entrambi del Partito Democratico, e undici componenti del consiglio di amministrazione della Banca della Campania. Gli imputati si dovranno presentare il 16 aprile prossimo davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Salerno, che verrà presieduta da Ubaldo Perrotta.

Mussari è coinvolto nella vicenda che riguarda la riqualificazione dello stabilimento salernitano che ospitava il pastificio Amato in un una residenza di lusso. La società immobiliare Re, di proprietà del gruppo Amato ma controllata da una off shore con sede a Malta, ottenne 27 milioni di euro per il finanziamento dell’operazione. Gli imputati parteciparono a una cena nella villa degli Amato nel 2006: secondo gli inquirenti, quell’occasione fu decisiva perché il Monte dei Paschi, allora presieduta da Mussari, acconsentisse a stanziare 17 milioni al gruppo, malgrado si trovasse in una difficile situazione economica. L’intercessione di Del Mese, che avrebbe incassato centinaia di migliaia di euro dagli Amato, fu ritenuta decisiva dalla Procura di Salerno.

I componenti del cda della Banca della Campania sono invece accusati di aver concorso al fallimento della società “Antonio Amato & C. Molini e Pastifici S.p.A“. Ne avrebbero infatti aumentato l’insolvenza con operazioni dolose di erogazione di credito, pur consapevoli del dissesto finanziario in cui versava l’azienda. Queste operazioni sono state realizzate, secondo l’accusa, senza fatture e sulla base di assegni post datati, tratti a garanzia della erogazione, per un importo di 2,5 milioni di euro. I membri del Consiglio di amministrazione avrebbero inoltre incrementato le linee di credito fino a 6,8 milioni di euro, causando un ritardo nella definitiva emersione dello stato di insolvenza.

Il crac del pastificio Amato non è l’unica grana giudiziaria di Giuseppe Mussari, che ha già subito una condanna a tre anni e sei mesi, più un’interdizione di cinque anni dai pubblici uffici, per il caso dei derivati sottoscritti da Monte dei Paschi per coprire il buco creato dall’acquisizione di Antonveneta. Mussari, l’ex dg Antonio Vigni e l’ex capo area finanza Gianluca Baldassarri, erano stati accusati di aver ostacolato l’esercizio delle funzioni di controllo della Banca d’Italia sul contratto stipulato con la banca giapponese Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria.