Il ‘giocattolizza’ che ha usato il Papa testimonia la sua fantasia linguistica, la voglia di capire e di cercare. Il coraggio di esporsi. Come fa chiunque altro su twitter, sui social, in un blog. In questo modo è più facile dire baggianate. Questa del pugno se offendi mia mamma lo è.

Inopportuna nel linguaggio, nello spazio e nel tempo. Sgraziata in relazione alla gravità del momento e sbagliata nel merito, da un punto di vista cristiano e laico. Sul versante religioso è il contrario esatto di “porgi l’altra guancia”, non c’è bisogno di dirlo. Cristo diceva di non reagire di fronte ad un’offesa fisica, il papa ritiene addirittura plausibile farlo di fronte ad un’offesa verbale.
Le parole di Gesù sono utopiche ma non impossibili: se le riteniamo tali allora sbaracchiamo tutta la santeria.

Ma quello che più interessa è il versante delle regole del vivere comune nelle società aperte. C’è un confine su cui il Papa e in parte anche “il cosiddetto occidente” va facendo slalom da tempo sotto l’assedio fondamentalista. Il confine è questo: Dio ha un solo vero tempio, ed è la coscienza e la persona. Tutto il resto sono immagini, parole, oggetti che discendono da questo luogo sacro. Si può offendere la religione? Come qualsiasi altro fenomeno intellettuale o culturale se siamo in una società libera. Dio è tua mamma ma solo per te. Se ne parlo male non sto offendendo una persona. Quello è il vero limite. Possiamo far equivalere l’offesa del pensiero all’offesa dell’individuo che lo esprime? No, possiamo cercare delle mediazioni che valgono per tutti e non solo per le religioni. Se scegliessimo la strada dell’equiparazione finirebbe tutto, a partire dalla libertà di espressione. Puoi dire quello che vuoi, puoi mettere un Cristo gigante su un palazzo se tutti i condomini lo vogliono e l’urbanistica non lo vieta. Il rovescio di questa libertà è esattamente questo: ritenere quell’immagine stupida e avere la libertà di poterlo dire a voce alta.

É un punto cruciale: la risposta non può essere diminuire la libertà per paura. Avrebbe ragione chi dice che i nostri tremebondi valori sono più deboli di Maometto.