Imam autoproclamato e infermiere. Ma soprattutto mentore dei fratelli Kouachi, uccisi nel blitz delle teste di cuoio a Dammartin. Farid Benyettou, il predicatore che ha indottrinato i due killer della strage di Charlie Hebdo, dallo scorso dicembre è impegnato in uno stage nel pronto soccorso dell’ospedale parigino della Pitié-Salpêtrière, lo stesso in cui è stata ricoverata parte dei feriti della strage. Lo riporta l’Ansa che tratteggia un suo profilo.

Farid Benyettou, nato il 10 maggio 1981, è un volto noto nel 19esimo arrondissement di Parigi – dove abitavano i due terroristi – e nella vicina moschea Addàwa per le sue prediche radicali. E’ considerato l’ex emiro della filiera della Buttes-Chaumont e per questo l’intelligence francese lo tiene d’occhio già dall’inizio degli anni Duemila, quando emerge la sua vicinanza con un Gruppo salafita (GSPC). In quegli anni Benyettou conosce nel quartiere i fratelli Cherif e Said Kouachi. E ai due orfani, nati in Francia ma di origini algerine, il predicatore insegna le tesi più radicali dell’Islam, trasformandoli in propri seguaci.

E’ lui a convincere Cherif, il fratello minore, ad andare a combattere in Iraq con al Qaida. Un viaggio che il ragazzo però non compirà mai: la polizia lo ferma prima che riesca a raggiungere il Medio Oriente. In tasca, un biglietto aereo per Damasco e un manuale di istruzioni su come utilizzare il kalashnikov, lo stesso fucile con cui ha ucciso insieme al fratello 12 persone nella redazione del settimanale satirico parigino lo scorso 7 gennaio.

In un documentario trasmesso nel 2005 dalla rete pubblica France 3, il futuro killer si presenta come uno “studente diligente” di Benyettou: “Farid mi ha detto che i testi hanno dato prova dei benefici degli attacchi suicidi. E’ scritto nei testi che è bene morire martire” spiega Cherif Kouachi. Nel 2008, per Benyettou arriva una condanna a 6 anni, insieme a Kouachi, per associazione di stampo terroristico. Il “maestro” esce nel 2011, l’anno successivo frequenta un corso di formazione infermieristica, prima di svolgere lo stage, da inizio dicembre, nel pronto soccorso parigino della Pitié-Salpêtrière.

“Un allievo studioso e discreto”. Così Benyettou viene descritto al quotidiano le Parisien dai medici che hanno lavorato al suo fianco. Ma adesso, le stragi di Charlie Hebdo e del supermarket ebraico messa in atto da Amedy Coulibaly (poi morto nel blitz delle forze speciali), hanno spinto la direzione dell’ospedale a sospendere il suo praticantato. “Non possiamo immaginare che quest’uomo, presentato da tutti come uno dei principali mentori dei fratelli Kouachi avesse potuto soccorrere le vittime dei suoi ex ‘alunni’ nell’ospedale” dice ora un medico della Pitié-Salpetrière, aggiungendo: “Non posso immaginare che la direzione sanitaria e dell’ospedale non fossero al corrente del suo passato”.

Ma al momento – mentre almeno due milioni di persone hanno partecipato alla marcia repubblicana di Parigi per rendere omaggio alle vittime – non è chiaro se l’ex mentore dei fratelli Kouachi sia stato ascoltato dagli investigatori.