È una presa di posizione durissima, mentre il mondo intero condanna la strage nella redazione di Charlie Hebdo. I giornalisti e i vignettisti della rivista satirica si sono comportati in modo “stupido” secondo il Financial Times.

In un editoriale pubblicato online il Ft accusa il magazine, che in passato era stato già colpito per la pubblicazione delle vignette su Maometto, di aver peccato di “stupidità editoriale” attaccando l’Islam. “Anche se il magazine si ferma poco prima degli insulti veri e propri, non è comunque il più convincente campione della libertà di espressione“, si legge ancora. Sui social network gli altri media offrono giornalisti e solidarietà, ma il giornale della City invece attacca chi ha con quelle vignette causato la reazione terroristica.

“Con questo non si vogliono minimamente giustificare gli assassini, che devono essere catturati e giudicati, è solo per dire che sarebbe utile un po’ di buon senso nelle pubblicazioni che pretendono di sostenere la libertà quando invece provocando i musulmani sono soltanto stupidi”.

Nell’editoriale ci si chiede anche “quale impatto” gli omicidi – sono dodici morti e diversi feriti – “avranno sul clima politico, e in particolare le sorti di Marine Le Pen e il suo estrema destra Fronte Nazionale“. Perché l’anti-islamismo fa “parte del fascino elettorale di un partito” ha ottenuto un buon risultato alle elezioni del Parlamento europeo.

All’inizio dell’articolo Toby Barber, direttore per l’Europa di Ft, dice che l’attacco “non sorprenderà chiunque abbia familiarità con le crescenti tensioni”  tra gli oltre 5 milioni di cittadini musulmani di Francia e “l’eredità velenosa del colonialismo francese in Nord Africa”. Barber ricorda che “il peggior attacco terroristico in Europa degli ultimi anni, l’omicidio di 77 persone in Norvegia nel 2011, è stato commesso non da militanti islamici ma da un fanatico di estrema destra, Anders Behring Breivik“.

Barber definisce “l’atrocità a Charlie Hebdo”, come del resto altri attentati tra cui quelli dell’11 settembre, “spregevole e indifendibile”. Ma allo stesso tempo l’editorialista ricorda che la rivista “è un bastione della tradizione francese” della satira più incisiva. “Ha una lunga storia di irrisione e pungolo” nei confronti dei musulmani. Nell’editoriale si ricorda che poc più di due anni la rivista ha pubblicato un 65 pagine con le vignette su Maometto e questa settimana ha dato la copertina una copertura a Sottomissione, un nuovo romanzo di Michel Houellebecq “che raffigura la Francia nella morsa di un regime islamico guidato da un presidente musulmano”.

Giovedì, dopo le forti critiche, il Financial Times ha cambiato il suo editoriale shock. Nella versione online dell’intervento a firma di Tony Barber è stata infatti eliminata la parte in cui si faceva riferimento alla “stupidità editoriale” dei giornalisti e vignettisti della rivista nello sfidare l’Islam. Sul giornale uscito oggi nelle edicole resta invece la versione originaria – pubblicata per la prima volta ieri sul sito del giornale – che è al centro di un forte dibattito anche in Italia. “Troppo spesso la stupidità editoriale ha prevalso a harlie Hebdo”, scriveva Barber.

Modificato da redazione web giovedì 8 gennaio alle 18.10