Matteo Renzi conosce l’importanza dei simboli: candidare Roma alle Olimpiadi del 2024 serve a rilanciare l’immagine di una Capitale associata in questo momento soltanto a corruzione, politica predatoria e addirittura mafia. La Cina nel 2008 ha usato i Giochi per esibire una potenza globale, Londra ha esorcizzato la crisi finanziaria con quelli del 2012, con gli Europei di calcio, nello stesso anno, la Polonia ha presentato i successi di un’economia dinamica, libera dalla polvere sovietica e dai guai dell’euro. Peccato che l’ultima Olimpiade con un bilancio economico positivo sia quella di Los Angeles, 1984.

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Dopo i Mondiali di calcio di Italia 90, il Pil è addirittura sceso, i Giochi invernali di Torino hanno lasciato soprattutto debiti al Comune. Dietro i brindisi per Expo 2015 a Milano c’erano studi sul mirabolante impatto economico della manifestazione di nessuna credibilità, come ha dimostrato l’economista Roberto Perotti. E ora, a pochi mesi dall’inizio, in tanti vorrebbero non dover gestire una simile grana: è forte il timore che alla fine ci saranno state più mazzette che visitatori.

Nel 2012, il governo Monti ritirò la candidatura dell’Italia alle Olimpiadi 2020 perché non riteneva il Paese capace di gestire un evento da 9,8 miliardi di euro senza trasformarlo nel solito sifone di milioni dalle casse pubbliche a tasche private, come successo con tutti gli ultimi grandi eventi (tipo Mondiali di nuoto). Ci sono poteri che si agitano, però: quell’intreccio di costruttori, banche, consulenti e faccendieri che prospera su questi progetti sognava i Giochi 2020, poi si è innamorato dell’idea di un Gran premio di Formula 1 tra le strade di Roma. E ora ha di nuovo Olimpiadi in cui sperare.

Eppure nella squadra di Matteo Renzi ci sono consulenti, come Perotti e Yoram Gutgeld, che hanno promesso un’analisi rigorosa di costi e benefici di ogni grande progetto pubblico. Perché fare un’eccezione per le Olimpiadi? Visto il cinismo del premier, è lecito notare che gli eventuali scandali e buchi dei Giochi 2024 saranno un problema del governo che ci sarà allora. Mentre quello attuale beneficerà a lungo del sostegno di tutti i soggetti, dalla fedina penale più o meno pulita, che puntano al grande affare olimpico.

il Fatto Quotidiano, 16 dicembre 2014