Io ce l’avevo messa tutta. Mi sono messo seduto sul divano, domenica pomeriggio, rinunciando alla pennichella, sacrosanto diritto di un quarantacinquenne vecchio e stanco come me. Ho preso anche l’iPad, pronto a segnarmi tutti i nomi, perché in fondo, dopo tanti anni che lo davano per certo, l’idea che fosse arrivato il suo momento mi faceva ben sperare in Carlo Conti.
Ma la realtà è stata molto più dura di quanto anche un pessimista poteva immaginarsi.

Sanremo 2015, presentazione degli otto giovani finalistiInnanzitutto per avere l’elenco dei partecipanti a Sanremo si è dovuto aspettare una eternità, con tanto di mega intervista a Monsignor Georg, la cui attinenza a SanRemo, tonaca a parte, sfugge anche allo stesso Dio, immagino. Poi perché, una volta che l’elenco è arrivato, i venti nomi dei Big hanno avuto lo stesso effetto di uno scherzo telefonico arrivato proprio nel bel mezzo della pennichella che un quarantacinquenne vecchio e stanco come me, a ben vedere, dovrebbe concedersi senza remore.

Carlo Conti fa quella televisione lì. Roba che non guarderei neanche se mi venisse prescritta dal medico per abbassare il colesterolo. Piuttosto rinuncerei a fritto e vino, ma Carlo Conti no, grazie.
Però Sanremo è Sanremo, e da che mondo è mondo qualcosa di decente, tra i concorrenti, ci finisce sempre, magari per sbaglio.
Così non è questa volta, almeno sulla carta.

Carlo Conti si inchina al mondo dei talent, e lungi da me star qui a spiegare perché io consideri questa scelta deprecabile, andatevi a leggere quello che ho detto poche ore fa sulla finale di X-Factor, per farvene un’idea.

Ma dall’inginocchiarsi alla corte di Amici e del talent di Sky al rendere la scuderia dei partecipanti una sorta di succursale di quei programmi lì, beh, anche il pessimista di cui sopra avrebbe avuto qualcosa da ridire.

Chiara da X-Factor, Moreno da Amici, Annalisi da Amici, Dear Jack da Amici, Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi al secolo Platinette da Amici (sì, loro rientrano in quel novero, piaccia loro o meno), Il Volo da Ti lascio una canzone, Lorenzo Fragola da X-Factor. Un terzo e passa dei partecipanti arriva da lì. Mi sembra un po’ tantino.

Non basta. C’è anche Lorenzo Fragola, uscito giusto ieri dal talent di Sky. Big per cosa? Per aver vinto un disco d’oro, dirà qualcuno, ma stiamo parlando di un singolo, dai, non scherziamo, siamo seri, e che cazzo. La domanda, per altro, è: finale di X-Factor giovedì, quando ha presentato il suo brano a Corti e compagnia bella? Venerdì mattina? Applausi.
Comunque. A leggerli, qui nomi, vengono i brividi. Questi sono, stando a gente come Rocco Tanica e Giovanni Allevi, Big della canzone italiana.
Che paura.

Certo, Il Volo ci rappresenta in giro per il mondo, ma questa stessa sorte è toccata anche per le corna di Berlusconi al ministro degli esteri spagnolo, uno mica ne fa un vanto.

Ma non basta. Ci sono nomi che, volendo, ma proprio volendo, eh, uno potrebbe anche prendere sul serio, non fosse altro per quel che hanno fatto in passato. Penso a Irene Grandi, a Raf, cavoli, sì, Raf è un grande, non ci sono dubbi. Anche Nesli, al limite, uno che in tutti i casi sta facendo un suo percorso anche controcorrente, mandando all’aria una carriera nel mondo vincentissimo del rap per buttarsi nel pop d’autore, insomma, un artista. Poi c’è Nek, certo, uno che qualcosa nel suo percorso professionale ha seminato, uno credibile e degno di rispetto, anche se, proprio come la Grandi, da molto tempo periferico, un po’ dimenticato.

Ma vogliamo parlare del resto?

Nina Zilli andrebbe infilata di forza nel novero di quelli che bivaccano nel talent, visto il suo impiego con Sky. Un talento che non è esploso, ce ne faremo una ragione. Alex Britti è da sempre quello bravo e simpatico, vero, ma non è che abbia proprio lasciato segni indelebili. Malika Ayane è brava. Su questo non ho dubbi, e le auguro di riuscire prima o poi a mettere insieme un album che si possa definire compiuto, che riesca a dare un senso al suo talento, magari affidandosi a qualcuno che ne capisce più di lei. Masini, beh, la sua Vaffanculo è spesso colonna sonora dei miei viaggi in macchina, e anche se non mi piace praticamente nulla di quello che ha fatto gli va riconosciuto un talento pop, non proprio raffinatissimo, ma deciso. Come dire, bravi comprimari.

Poi c’è il baratro.
Allora, Morgan non va a Sanremo, qualche tempo fa, perché impresentabile visto che ha rilasciato un’intervista in cui parla di droga (intervista non esattamente rilasciata secondo i canoni). Grignani finisce in tribunale e sul palco di Sanremo. Ok, questa ce la segnamo a futura memoria.
La Tatangelo.
Lara Fabian è un colpaccio per l’estero, perché da noi neanche Carlo Conti l’ha mai sentita nominare.

Biggio e Mandelli. I soliti idioti. Tra i Big. Ecco.
Gente come I Nomadi o Loredana Bertè fuori. Ecco.

E i Big?
Risate.
Quindi.
Informata incredibile dai talent. Gente che, un direttore artistico, prenderebbe per sistemare le sedie dopo lo spettacolo. Accoppiate improbabili, come i Soliti idioti o Di Michele e Platinette. Reduci, tanti reduci. Nessun nome di quelli che non ha un bisogno incredibile di Sanremo. Tutti da salvare, da riportare al centro della scena, da rilanciare o lanciare.

Sì, perché il nome lasciato per ultimo è quello di Bianca Atzei, l’artista che la Ultrasuoni, l’etichetta più radiofonica del mondo, sta tentando di piazzare ovunque, tra duetti, partecipazioni a eventi e prime serate. Tanto fa di una cantate una Big? Anche qui, buono a sapersi. Io ancora rido, per la cronaca.

Insomma, questo è quanto. A margine, con la promessa di tornarci presto su, va registrato l’atteggiamento prono dei soliti Fegiz, pronti a inchinarsi di fronte al presentatore di turno, seppur fingendo piglio critico. Spettacolo già visto da parte di chi, in fondo, è a sua volta un sopravvissuto.
Il tutto rimanda a febbraio, quando il festival andrà di scena a Sanremo. Finalmente so quando potrò vedermi le puntate registrate di True detective.