Siamo come al solito il Paese delle favole: tutti sappiamo e tutti facciamo finta di non vedere, si aspetta il pm coraggioso per cadere tutti dalle nuvole. Quello che sta accadendo in queste ore a Roma non dovrebbe meravigliare nessuno.

Ma i primi a far finta di non aver mai saputo nulla, ovviamente, sono tutte quelle parti di istituzioni e di persone che avrebbero dovuto controllare preventivamente ed evitare che si arrivasse a situazioni di cancro terminale. I pochi politici e i pochi uomini dello Stato che provano a denunciare qualcosa o a non far parte del sistema vengono sempre visti come alieni e considerati dalla maggior parte dei cittadini come non bravi politici.

Chi come me ha provato cosa significa denunciare a voce alta la presenza di situazioni poco chiare e si azzarda a parlare di mafia all’interno del proprio territorio (soprattutto fuori dal solito contesto territoriale) può capire la sensazione di frustrazione e di solitudine. Perché oramai i Comuni, grandi e piccoli, sono diventati dei veri e propri centri di affari personali.

Non esistono più controlli preventivi e mirati sui bilanci e sugli appalti, esistono norme che consentono con facilità di elargire somme ed appalti senza indire gare e senza alcuna verifica. Tutto libero ed incontrollato. Spesso i piccoli Comuni vengono gestiti come una vera e propria impresa familiare dove regnano conflitti d’interessi.

Ed ecco cos’è la mafia se non l’intreccio perverso tra finta politica e i vari criminali che molto spesso si siedono sulle stesse poltrone. Magari anche scortati e protetti dallo Stato e perché no anche in alcuni casi coperti dall’immunità politica. E si dovrebbe in questo caso, forse, capire che l’art. 416 bis del c.p., che individua e descrive il reato di associazione mafiosa, dovrebbe essere ulteriormente aggiornato.

Prevedere espressamente anche  questo ormai evidente sistema politico-mafioso altrimenti i pm dovranno sempre cercare con grande difficoltà di richiamare la fattispecie astratta al caso concreto in maniera non molto agevole per arrivare ad una condanna definitiva. Non ci deve essere più nessuna remora nel parlare di mafia in maniera generale e di combinare le dovute pene aggiornate ed aumentate.

E’ da tempo che la mafia non va in giro con la cupoletta e il fucile a canne mozze:  i film e gli stereotipi sono lontani anni luce. Viviamo in un Paese dove milioni di persone amano vedere le fiction come Squadra Antimafia ma che poi nella realtà magari fanno parte o sono conniventi con il sistema. Solo l’opinione pubblica può smuovere qualcosa e solo la vera indignazione generale può cercare di indirizzare i soliti partiti, molti dei quali responsabili di questa situazione.

Fa bene il Movimento 5stelle a denunciare questa situazione ma nessun si può sentire immune, al Pd spetta il maggior compito e la maggior responsabilità. Ed in queste ore la posizione del sindaco Marino è cambiata radicalmente rispetto alle settimane scorse in cui parecchi chiedevano le sue dimissioni. Forse perché troppo pulito e non adeguato al sistema. Situazione che ha spinto il Prefetto a chiedere la scorta per lui.

Insomma fuori le mele marce e pulizia totale: sono le persone che devono essere cacciate e cambiate, i cittadini onesti devono farsi sentire, lo ripeterò all’infinito. Dimostriamo che la maggioranza degli Italiani è pulita e non accetta questo sistema. Solo così c’è ancora qualche speranza. Diversamente nulla cambierà.