Matteo Salvini si candida a capo del centrodestra italiano, ma può un euroscettico rappresentare quest’area politica italiana in Europa?

Proiettato nell’Olimpo della politica italiana da sondaggi più che mai mirabolanti, Matteo Salvini, l’uomo che ha resuscitato la Lega Nord da un declino che sembrava inarrestabile – vi ricordate Belsito e la Tanzania? – è visto da molti (e anche da se stesso) come il candidato ideale a guidare il centrodestra italiano alla riscossa dopo anni di dure sconfitte. Attenzione però: Salvini si presenta con un programma molto chiaro tra i cui punti lui stesso sottolinea “studi di settore, legge Fornero, aliquota fiscale unica e uscita di sicurezza da Euro ed Europa”.

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Uscita dall’Euro e dall’Europa. La Lega Nord è il partito italiano euroscettico per eccellenza, non credono nella moneta unica – Salvini indossa ormai la maglietta “Basta Euro” anche per andare a letto – e nemmeno nell’Unione europea. Non a caso al Parlamento europeo fanno parte del gruppo dei Non Iscritti insieme al Front National di Marine Le Pen e del Pvv di Geert Wilders.

Diverso il discorso per Forza Italia (e Ncd). Il partito di Berlusconi e il partitino del suo ex delfino (Angelino Alfano) fanno parte storicamente del Partito Popolare europeo (Ppe), famiglia politica europeista e una delle due colonne portanti dell’alleanza europea che ha portato Jean-Claude Juncker (popolare anche lui) a capo della Commissione europea. Parlare di uscita dall’Euro per non dire dall’Ue per il Ppe è un’assurdità. Non a caso Antonio Tajani, vice presidente del Parlamento europeo ed ex Commissario Ue italiano per ben dieci anni, ha detto che il prossimo leader del centrodestra italiano deve essere in grado di “ricucire un’unità che, soprattutto all’interno della famiglia del Ppe, verrebbe vista anche da Bruxelles in maniera positiva per ridare credibilità all’Italia”. Per inciso Tajani ha ribadito che al momento il leader resta Berlusconi.

Premesso che il centrodestra italiano è liberissimo di assumere una posizione euroscettica, la domanda è questa: possibile che l’esponente di spicco del partito italiano più euroscettico che ci sia diventi leader del centrodestra italiano? Come verrebbe considerata questa alleanza dalla grande famiglia europea dei popolari? E se gli interrogativi restano aperti, una sola cosa è certa: Salvini, che lo voglia oppure no, se vorrà diventare leader del centrodestra italiano, dovrà fare i conti anche con l’Europa.

@AlessioPisano
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