La Regione Lazio, a sei mesi dall’apertura di un’indagine interna su alcuni dirigenti assunti presumibilmente senza concorso nel 2008, ha deciso di rimuoverli dall’incarico. Sulla vicenda sta indagando anche la magistratura a seguito di un esposto presentato dal consigliere regionale 5 Stelle Valentina Corrado alla Procura di Roma che punta il dito in particolare su 11 dirigenti (con stipendi che oscillano dai 110mila ai 78mila euro annui) tra i quali spuntano anche due parenti di Raniero De Filippis, il dirigente coinvolto nello scandalo rifiuti legato al nome di Manlio Cerroni. Aspetti penali che si intreccerebbero con aspetti contabili e amministrativi visto che i dirigenti senza titolo, per anni, avrebbero percepito indebitamente stipendi rilevanti, causando un danno erariale di milioni di euro per le casse regionali oltre a una serie di problemi inerenti l’invalidità degli atti amministrativi. Si perché alcuni dei dirigenti in questione in questi anni hanno svolto ruoli di rilievo nell’amministrazione pubblica. Come D.N., nominato ad aprile scorso segretario generale dell’Autorità dei Bacini Regionali del Lazio o come P.S. che nel novembre 2013 è diventato direttore vicario dell’Ardis, l’Agenzia regionale per la Difesa del Suolo.

“L’intervento di annullamento dell’inquadramento di alcuni dirigenti vincitori di un concorso ‘fantasma’ – chiarisce la Regione Lazio – è iniziato diversi mesi fa grazie a un procedimento interno attivato dalla Regione Lazio. L’amministrazione, dopo aver effettuato alcune verifiche presso gli archivi del personale, ha riscontrato che i fascicoli dei soggetti in questione erano incompleti o vuoti. Dopo una fase di ricerca della documentazione necessaria, che però non ha portato ad alcun risultato, la Direzione del personale ha formalmente domandato agli interessati, con una nota del 23 maggio 2014, di produrre tutte le carte in loro possesso”. Le risposte, secondo la Regione, che sono pervenute nei mesi di luglio e di agosto di quest’anno, hanno consentito di ricostruire solo una parte dell’iter che ha portato alla loro assunzione. “Per questo abbiamo acquisito lo scorso 29 settembre la relazione tecnica della Procura di Latina (che a suo tempo aveva aperto un’inchiesta sul concorso ‘fantasma’), un atto formale che ha consentito di delineare definitivamente i contorni dell’intera vicenda. E così abbiamo adottato provvedimenti necessari all’accertamento della nullità degli atti che hanno portato all’inquadramento dei soggetti in questione nella qualifica dirigenziale e di conseguenza alla rimozione degli stessi dall’incarico assunto”.

“Da oltre un anno – spiega Valentina Corrado – cerchiamo di farci ascoltare da Zingaretti attraverso interrogazioni, esposti, ricorsi e diffide. Dopo l’inchiesta de ilfattoquotidiano.it è arrivato anche Report e il 24 ottobre, guarda caso lo stesso giorno dell’intervista rilasciata dal presidente Zingaretti alla trasmissione di Rai Tre, hanno deciso di annullare i contratti ai dirigenti irregolari. Siamo contenti che finalmente la Regione si sia mossa, certo la tempistica non può che apparire sospetta. Dispiace notare – conclude il consigliere 5 Stelle – che il presidente dia più considerazione a taccuino e telecamera che alle procedure di legge”.

Soddisfatta la Direr, sindacato dei dirigenti regionali. “Finalmente la Giunta regionale – sottolinea la segretaria regionale Roberta Bernardeschi – ha preso coscienza della grave ‘anomalia’ che abbiamo segnalato più volte negli ultimi anni. Purtroppo però dobbiamo anche prendere atto che i provvedimenti riguardano solo una parte dei soggetti reclutati con procedure illegittime e manca anche la trasparenza. Infatti sia il reclutamento precedente sia gli attuali provvedimenti di nullità nei confronti dei dirigenti irregolari sono ‘oscurati’ sul sistema informatico interno, in violazione della legge”.