Era la partita del sorpasso, quella dell’irruzione del Milan nella parte altissima della classifica. I rossoneri restano in potenza la terza forza del campionato. Manca il quid, alla squadra di Inzaghi. Nonostante di fronte ci sia una Fiorentina ancora alla ricerca di certezze smarrite, tanto in fase di costruzione quanto di finalizzazione. Nasce così la spartizione dei punti, che non è uno 0-0 solo grazie a De Jong e Ilicic che sparano due colpi nel buio profondo dominante prima e dopo i gol.

La testa dell’olandese su sponda di Zapata è un lampo nel deserto d’emozioni del primo tempo. Inzaghi ci prova già in partenza, tornando al tridente corsa e anarchia con Menez finto centravanti al posto di Torres, sostenuto da El Shaarawy e Honda sugli esterni. Un modulo che aveva dato tante soddisfazioni nella primissima parte di stagione. Il francese però non è il solito tutto-pepe visto finora e il Milan ne risente. Anche perché il centrocampo, invece, è il sempre lo stesso: ottimo in fase di copertura con il dominante De Jong, povero quando c’è da costruire. Montolivo sarà manna dal cielo per arricchire la manovra rossonera, un ruolo che né Bonaventura né Poli riescono a sostenere. Così si srotola il consueto copione sulla destra con gli sbuffi di Abate e Honda ad accendere la locomotiva. Ma i due sono più un pendolino che un’alta velocità e la Fiorentina deve solo controllare. Fino alla testata di De Jong, Neto sporca i guanti solo per respingere una girata estemporanea di El Shaarawy. È comunque più impegnato di Abbiati che butta giusto un occhio a un tiro di Kurtic. I viola vagano disorientati e pasticciano in mediana, dove Mati Fernandez e Borja Valero si pestano i piedi. Il risultato è un mulinare a vuoto alla ricerca di una posizione dalla quale lanciare Babacar o accendere Cuadrado (ben controllato da De Sciglio all’inizio, male in occasione del gol).

Se una risposta ci dev’essere non può che nascere da una casualità. E così infatti si concretizza il pareggio di Ilicic, entrato al posto di Kurtic: persa di De Sciglio, qualche tocco e sberla di sinistro da 25 metri. Per il resto la partita prosegue con il canovaccio già visto, stravolto un po’ quando calano le forze e si aprono gli spazi. Ma la Fiorentina è imprecisa anche in contropiede quando abortisce due buone occasioni, una sul nascere con un tocco inspiegabile di Ilicic e una in fase di conclusione con Babacar. Il Milan ci mette più quantità, ma produce timidi tentativi con Menez ed El Shaarawy. Nulla di costruito, si vive di impressioni. Per i viola è l’eterna condizione di quest’anno, spesso mostrata al ribasso tra infortuni e involuzioni di giocatori chiave come Borja Valero. La squadra di Inzaghi ne ha fatto quasi una virtù. Alla lunga però potrebbe diventare una variabile troppo rischiosa per centrare il terzo posto. Il primo aggancio è infatti fallito.

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