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“Si vis pacem para bellum” (se vuoi la pace prepara la guerra) famosa frase latina attribuita a Vegezio indica l’idea che solo se si dispone di una forza militare adeguata si può evitare che qualcuno approfitti delle eventuali debolezze.

Nei conflitti di coppia, che spesso sfociano in traumatiche separazioni, è la norma assistere al dispiegarsi, da parte dei rispettivi avvocati, di tutte le possibili, lecite o meno, armi offensive verso l’ex. Se uno dei due coniugi, fiducioso nella buona volontà dell’altro di trovare soluzioni condivise,  non prepara contromosse può essere travolto.

Questa frase latina si attagli perfettamente alla situazione psicologica del governo italiano. Renzi da circa un anno è in continua campagna elettorale; prima per le primarie poi per le europee e ora per mantenere il consenso nell’opinione pubblica. E’ abbastanza probabile, infatti, che se, invece di preparare le elezioni, si concentrasse troppo nel governo del paese potrebbe incorrere in una, esiziale per lui, debolezza. Appena il favore dell’opinione pubblica e dei sondaggi calasse sotto certi livelli Berlusconi ed Alfano ne approfitterebbero togliendogli l’appoggio, per non parlare dei lunghi coltelli pronti fra le file degli ex segretari e maggiorenti rottamati del Pd. A posteriori possiamo ritenere che la fine del governo di Monti prima e Letta poi siano proprio conseguenza della loro incapacità di preparare uno scenario elettorale in cui potessero risultare vincenti.

Per questo motivo il governo non si concentra solo nell’attività che gli sarebbe propria e cioè quella di proporre leggi e di rendere esecutive e produttive quelle vigenti. Il governo propaganda costantemente il suo operato, annuncia nuovi progetti, più o meno realizzabili. Insomma “butta il cuore oltre l’ostacolo” perché deve essere sempre pronto e proiettato a imminenti elezioni.

Solo in questo modo, probabilmente, durerà fino al 2018.