Dal documento circolato via intranet, la rete interna dell’ente, l’obiettivo del corso di pilates per gli impiegati è chiaro: l’attività ideata dall’amministrazione provinciale di Cremona “costituisce una prima iniziativa legata al benessere organizzativo, salute e sicurezza contenuta nel Piano delle azioni positive a sostegno delle condizioni di lavoro dei dipendenti”. A onor del vero: corso fuori dall’orario di lavoro e senza costi per la Provincia, che si limita a fornire gli spazi adeguati. Dunque nessun aggravio per la collettività. Un tema, quello del benessere e della salute sul posto di lavoro, che certo non può non interessare chi di questi luoghi è responsabile. Posture sconvenienti, prolungate nel tempo; errate diete.

I “nuovi rischi” professionali, scrive il direttore generale dell’ente, “sono anche posturali e alimentari”. Per questo, quindi, un corso di pilates che contrasti i primi affiancato da un percorso meditativo “per gestire lo stress e ritrovare l’equilibrio interiore” (che anche se non corregge gli errori a tavola contribuisce a garantire un benessere a tutto tondo per i dipendenti) porta a “rafforzare il senso di appartenenza, il coinvolgimento e la motivazione verso la propria attività”. Già, perché oltre al corso di pilates (già terminata la prima tranche, con grande successo, e appena partita la seconda) si terrà, con inizio verso la fine del mese, un ciclo di lezioni di mindfulness, che in ambito psicologico significa “consapevolezza” dei propri pensieri e delle proprie azioni. Una pratica legata allo zen e al buddismo, e successivamente divenuta autonoma. Cinque incontri da un’ora per “imparare un nuovo modo di stare nel momento presente, a prescindere da cosa sta accadendo attorno a noi”.

Una Provincia ormai riformata – domenica le elezioni di secondo livello hanno premiato il centrosinistra, che però non ha stravinto – svuotata del potere politico ma non delle funzioni e delle competenze, più che mai incerte in assenza dei decreti attuativi delle legge Delrio, che però non dimentica di preservare la salute dei suoi dipendenti, anche se molti dei quali ad oggi non sanno ancora di cosa si occuperanno in futuro. Ente spesso a torto bistrattato, nonostante la sue importanti e storiche competenze specifiche in tema di strade, edilizia scolastica, lavoro e formazione, e che, scrive ancora il direttore generale, vergando parole più che mai attuali, non ha mai orientato il proprio lavoro nell’intento di “essere ricordata”, ma per rappresentare un valido “sostegno al territorio” in tutte le sue espressioni sociali, economiche e professionali. E chissà se con i dipendenti ‘riequilibrati’ dalla meditazione e più fluidi nei movimenti grazie al pilates, la Provincia di Cremona, ora ‘riveduta e corretta’ e ancor più stretta fra Regione e Comune, sarà ancora un ente intermedio in grado di avere voce in capitolo.