«L’uomo non è stato creato per sposare un altro uomo!» Tuona  allo specchio Angelino Alfano mentre prova il discorso: «Proprio come il centrodestra non è stato creato per governare con il centrosinistr… no, cacchio, questa non la posso dire. Dai, Angelino, calmo, respira….vedrai che troveremo qualcosa da dire agli elettori moderati.

Ci sono: cancelliamo l’articolo Diciott… no, aspetta, questa l’ha già detta lui. Compriamo gli F-35 che ci servono a esport… pure questa. Maledizione». Angelino è in crisi. Si era messo in testa di fare il leader del centrodestra, forte di quel sondaggio che diceva che Forza Italia e Ncd, divisi, prendevano più voti (tanto che anche nel Pd c’era chi voleva dividersi in un partito di centro e uno di destra) ma poi è arrivato Renzi.

«Da quando c’è lui, non so più cosa raccontare ai miei elettori. Che infatti sono diventati i suoi. Asfaltare il sindacato? Lo fa Renzi. Rimandare all’infinito una legge sui matrimoni gay, sulla fecondazione eterologa, su qualunque altro argomento stia a cuore al Vaticano? Lo fa Renzi. Sognare il presidenzialismo, scrivere le riforme con Berlusconi e Verdini? Favorire gli evasori fiscali con una legge-fuffa contro l’autoriclaggio? Coccolare i due marò? Provate a mettervi nei miei panni! Provateci voi a dire una cosa di centrodestra che non abbia già detto Renzi!

Mi sono dovuto accontentare della battaglia contro i vù cumprà, un classico della destra, ma di questi tempi gli unici stranieri che investono in Italia sono loro, e con la crisi che c’è gli elettori moderati comprano solo dagli ambulanti… rischio che poi mi si ritorce contro. E poi quel subdolo di un fiorentino mi vuole fregare anche i vu cumprà, me lo sento. Com’è che non ha fatto ancora lo Ius Soli, eh? In campagna elettorale non parlavano d’altro… lo fa per fregarmi!».

Angelino si guarda nello specchio e pensa quello che pensano tanti italiani della sua età: «Dovevo andare all’estero. In Italia c’è troppa concorrenza. All’estero a quest’ora ero il leader del centrodestra. Te lo ricordi l’Erasmus, quando sono andato a fare il ministro degli interni del Kazakistan? Ero bravo… Maledizione, avrei dovuto studiare le lingue».

il Fatto Quotidiano, 8 ottobre 2014