Vorrei poter parlare di famiglia e del Sinodo aperto da Papa Francesco, invitando i vescovi e i cardinali a non aver paura di quello che “non si può dire”, ma di discutere tutti i temi, liberamente. Vorrei che alcuna politica avesse la stessa libertà intellettuale di un Papa che si comporta non da Re della Chiesa, ma da umile credente in cerca sempre di comprendere il messaggio di Dio e di come trasmetterlo nella società odierna. Purtroppo devo invece registrare le parole di Alfano, che, da Ministro dell’Interno, è molto preoccupato che i Sindaci registrino i matrimoni omosessuali celebrati all’estero. Come chiudere il mare dentro in un bicchiere, come fermare la natura…

Ben ha detto il Sindaco di Bologna nel definire “stupida” la circolare ministeriale ai Prefetti. Stupida perché sembra dettata solamente dalla volontà di Alfano di voler uscire dal cono d’ombra in cui lo mette Matteo Renzi, per definirsi nella sostanza di “destra” e “alternativo alla sinistra”, anche se ciò può voler dire passare sulla pelle di chi da anni agogna diritti sacrosanti e ormai riconosciuti in pressoché tutti i paesi europei. Più papisti del papa dunque e dubito, con il dovuto rispetto, che quando Papa Francesco disse “chi sono io per giudicare?” intendesse che a farlo sarebbe potuto essere il Ministro Alfano.
Ci sono molti modi per smontare i pregiudizi e i preconcetti che ancora molti hanno nei confronti dell’omosessualità e che spingono alcuni perfino a manifestare contro il poter essere legittimamente gay. Ci sono ragioni biologiche, l’omosessualità è stata osservata in decine di specie, anche molto vicine all’uomo, ci sono ragioni sociologiche che da anni dimostrano come la famiglia sia una forma mutevole e sempre in divenire, ci sono infine ragioni giuridiche, la Corte Europea ha infatti già dichiarato che nel matrimonio sono ricomprese anche le coppie dello stesso sesso, ci sono poi ragioni etiche, umane, morali, etc…
A me preme solo ricordare che Gesù ha predicato sempre l’amore, in ogni sua forma e che il cristianesimo condanna gli abusi e non l’amore. Il suo messaggio più importante è sempre stato quello di rimanere vicino agli esclusi della società, messaggio che oggi Papa Francesco sta reinterpretando e adeguando ai tempi moderni, mentre la politica, certa parte della politica, ancora finge di seguire pedissequamente la più retriva tradizione strizzando l’occhio ad alcune componenti più conservatrici e corporative, ma soprattutto senza comprenderne l’essenza.