La pornografia intercetta un immaginario sedimentato in stratificazioni inconsce, attivando un’eccitazione scollegata da un contesto concreto. Non è quindi certo una perversione; ma il materiale porno è cambiato in questi anni, arrivando spesso a descrivere comportamenti perversi nei quali è evidente il nesso di causalità fra violenza e piacere che si traduce in sadismo. Ci si sta abituando e la confusione che ne deriva incoraggia forme estreme di pornografia che, considerando l’aumento esponenziale del fenomeno, si avviano a costituire un’emergenza sociale; sono ormai molti i giovani che sostituiscono il rapporto sessuale con l’osservazione porno e sono anche molti i giovani coinvolti in un immaginario violento le cui conseguenze sono già visibili nei comportamenti sociali.
 
Ci troviamo di fronte a un immenso supermercato on line; prosperano aziende specializzate nella creazione di siti che agiscono ai confini della legalità sia nei confronti delle donne reclutate, che degli utenti che troppo facilmente possono essere minori. L’offerta spinge verso rappresentazioni sempre più violente, fino alla brutalità del sesso gonzo dove le donne non si vedono più, in primo piano solo i loro orifizi e gli abusi più diversi e dolorosi da parte di più uomini. La pornografia eterosessuale on line (la pornografia omosessuale è raramente violenta) deve dunque essere sempre più nuova ed estrema per rimanere sul mercato. E non è certo un fenomeno di nicchia dato che i siti pornografici hanno più visite di Amazon, Tweet e Netflix messi insieme e che il 30% del traffico mensile su internet è usato per trasferire materiale pornografico.
Per invertire questa tendenza l’educazione sessuale non basta, servirebbe un’educazione al piacere e al rifiuto della misoginia.