Ma guarda un po’ come è diventato solerte il ministro Alfano. A pochissimi giorni dalla sentenza di primo grado che ha condannato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ad un anno e tre mesi per abuso d’ufficio, il Ministro dell’Interno veste i panni del grande e zelante giurista e in maniera perentoria annuncia che il Prefetto di Napoli in giornata, applicando la legge Severino, sospenderà il sindaco dalle sue funzioni.

Sì non vi ricordate male è sempre lo stesso Alfano che poco tempo prima criticava aspramente la legge Severino e che non voleva in alcun modo sentir parlare di applicazione retroattiva della normativa.

Ovviamente in quel caso c’era da difendere il caro padrone Silvio Berlusconi. E si sa la legge va applicata per i nemici e interpretata per gli amici. Poi che uno rivesta un ruolo importante come Ministro della Giustizia prima e dell’Interno dopo poco conta.

In Italia il buon esempio mica lo devono dare per primi i massimi rappresentanti Istituzionali. E’ tutto opinabile e tutto interpretabile. Le leggi per la maggior parte vengono scritte volutamente lacunose e imperfette proprio per dare vita ad una miriade di interpretazioni giuridiche differenti.

Non è una novità.

Sono i principi basilari che si studiano in Giurisprudenza. La famosa ermeneutica. Si deve interpretare lo spirito del legislatore. E qui casca l’asino direbbe Antonio Di Pietro. Vallo a capire lo spirito del legislatore ovvero i parlamentari. Mai nessuna legge viene applicata allo stesso modo e nella stessa maniera. E nel caso di specie negli stessi tempi.

Esistono casi in cui la legge Severino non è mai stata applicata o addirittura con ritardi talmente notevoli da rendere ininfluente la sua applicazione. Certo, se poi il Ministro dell’Interno facesse sempre le cose con il dovuto rigore e i singoli Prefetti rispondessero solertemente non ci sarebbe discussione. Ma si sa tutto è relativo e soprattutto la Giustizia. Proprio quella che dovrebbe essere applicata in maniera uguale per tutti.

Certo non ci possiamo meravigliare, siamo abituati a tutto oramai. Ma veramente sorride (di rabbia) vedere oggi Alfano fare la parte del diligente ministro.

Era evidente che per Berlusconi questa solerzia non esistesse. Ci mancherebbe. E’ proprio vero in Italia tutto è al contrario e tutti gli uomini sbagliati sembrano messi ad arte nei posti a loro meno adatti. E a questo punto bene fa Luigi de Magistris.

Se la situazione è questa fa bene il sindaco di Napoli a ribellarsi civilmente e a non sottostare a questo sistema alterato alla radice. Lo farà sicuramente nel rispetto dei principi giuridici e darà la giusta battaglia nelle dovute sedi ma è giusto non arrendersi ad evidenti storture di Palazzo e di altro genere.

I vecchi e i saggi hanno sempre ragione e quando dicono “Caro mio, la legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici” hanno la sacrosanta ragione.