Il giallista greco Petros Markaris, il Montalbano dell’Acropoli, lo aveva previsto in uno dei suoi romanzi tradotti in Italia da Bompiani. Il calcio greco è la cartina di tornasole per guardare negli interstizi della crisi e coglierne derive, condotte e previsioni. In questi giorni il Paese è scosso non solo dai proclami trionfalistici del governo forte di un avanzo primario tramite cui vorrebbe, nelle intenzioni, liberarsi dalla troika, ma dalle notizie che la quotidianità porta all’attenzione di cittadini e analisti. Il campionato di Serie B non è ancora iniziato. E non a causa di scioperi o ritardi strutturali, ma perché le squadre non hanno i denari sufficienti a pagare trasferte e casacche. Di chi è la colpa? L’Opap, il Totocalcio greco, ha ridotto del 40 per cento i contributi erogati annualmente alle squadre. Troppo pesante la congiuntura economica e il conseguente taglio dei finanziamenti pubblici destinati allo sport per poter rimanere ai livelli degli scorsi campionati.

E così le formazioni della serie cadetta continuano ad andare avanti a furia di allenamenti blandi e amichevoli con le squadre di provincia per non perdere la condizione. Ma l’Opap non è un ente come altri. E’stato privatizzato lo scorso anno (pagato un terzo del valore) dal miliardario Dimitris Melissanidis, che controlla una squadra di calcio (Aek Atene), petroliere (fondatore e proprietario di Aegean Marine Petroleum), finito in uno scandalo perché sul suo jet privato ospitò niente meno che il presidente del Taiped, l’ente greco per le privatizzazioni che dopo avergli dato l’Opap e per quel passaggio poco opportuno si dimise. La Emma Delta è il fondo d’investimenti controllato dall’imprenditore ceco Jiri Smejc (l’imprenditore, molto vicino a Petr Kellner, ex membro del cda di Generali e uomo più ricco della Repubblica Ceca) e dall’armatore greco Melissanidis, che è stata l’unica società fino in fondo candidata all’acquisto dell’Opap. L’offerta per l’acquisto del 33% dell’Opap fu di circa 620 milioni di euro, quando di cento milioni era il fatturato di un solo anno.

Nei giorni successivi all’affare, siglato da Melissanidis per conto della Emma Delta e da Stelios Stavridis, responsabile del Taiped, alla presenza del ministro delle Finanze, Yannis Stournaras, fece scalpore la foto postata su Facebook da una hostess mentre era in compagnia del numero 1 di Taiped. Solo che anziché trovarsi su un volo di linea, erano seduti nel Gulfstream proprio di Melissanidis. E senza dimenticare il potenziale conflitto di interessi di chi gestisce le scommesse calcistiche pur controllando una squadra di calcio senza che l’Antitrust ellenica ritenga di intervenire. Nel Paese intanto sono i numeri di questa metà del 2014 a scioccare cittadini e lavoratori. La disoccupazione resta al 27%, addirittura al 58% tra gli under 30, con il dato sconvolgente di sei greci su dieci che vivono al di sotto della soglia di povertà. E il governo che fa? Si prepara al varo (il prossimo 6 ottobre) del primo sottomarino realizzato interamente in Grecia, nei cantieri di Skaramanga, a cui se ne affiancheranno altri due (uno ristrutturato e l’altro completamente nuovo): costo totale 75 milioni. Quando si dice le priorità.

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