Il virus Ebola è un’emergenza umanitaria senza precedenti che continua ad uccidere e ad infettare centinaia di persone ogni giorno. Secondo l’Oms, sarebbero già 3mila le vittime della febbre emorragica. E gli effetti del contagio si ripercuotono anche sul mercato delle commodity: nelle ultime due settimane i prezzi del cacao sono saliti del 10%, raggiungendo il costo di 2.166 sterline a tonnellata, ai massimi dalla fine del 2011. Gli investitori temono che l’ebola possa raggiungere la Costa d’Avorio, che con il 40% di forniture è il maggior produttore globale di cacao.

Edward George, responsabile per la ricerca a Ecobank, spiega al Financial Times che “con il virus in Costa d’Avorio i prezzi potrebbero raddoppiare” e secondo Jonathan Parkman di Marex Spectron “il mercato è spinto dalla paura”. Le preoccupazioni degli investitori riguardano la diffusione del virus attraverso la circolazione di persone tra gli Stati centro-occidentali dell’Africa: “Le autorità dovrebbero controllare i movimenti dei coltivatori, che si spostano da un Paese all’altro quando c’è la stagione del raccolto che va da ottobre a marzo”, spiega Laurent Pipitone, direttore Affari economici nell’Organizzazione internazionale del cacao.

Dalla Costa d’Avorio l’ebola potrebbe diffondersi potenzialmente in Ghana, che fornisce invece il 20% del mercato globale. Questi sono gli scenari che preoccupano le industrie di cioccolato, dalla Nestlé alla Cadbury, che non possono fare a meno dell’Africa per quanto riguarda gli approvvigionamenti.

Guinea, Liberia e Sierra Leone producono 21mila tonnellate di cacao all’anno a fronte di un mercato globale di 4,2 milioni di tonnellate. Questi tre Paesi hanno alzato le difese e regolato il flusso di braccianti da uno Stato all’altro, ma i timori sono alti per Costa d’Avorio e Ghana che producono rispettivamente 1,6 e 0,9 milioni di tonnellate all’anno. La mancanza di tutele per quanto riguarda la possibile esposizione al contagio del virus ha fatto salire i prezzi del 10 per cento. Intanto, oltre ai timori, emergono le prime tensioni reali nel settore: Barry Callebau, uno dei maggiori produttori di cacao, ha cancellato la conferenza annuale con gli altri manager del settore prevista in Costa D’Avorio a ottobre. Altre notizie arrivano dal porto di San Pedro, luogo ivoriano da cui partono i carichi dove alcuni lavoratori si sarebbero rifiutati di attraccare il cargo.