Gentile Sindaco Marino,
vivo da molti anni la città di Roma e la sua difficile realtà ma non ho mai smesso di sperare in una amministrazione onesta e coraggiosa che invertisse il processo di degrado a cui noi cittadini abbiamo silenziosamente assistito negli ultimi decenni. E dico “silenziosamente” con la consapevolezza che questa passività sia stata la nostra più grave “colpa” nel lento e sistematico deterioramento che ha portato alla situazione attuale.

So bene che non si cambia facilmente una situazione in dissesto, compromessa e radicata nel tempo. So bene che i risultati importanti spesso richiedono tempi lunghi e passaggi coraggiosi. Ma alcune riflessioni e dubbi  importanti sorgono; a volte, direi che i dubbi più che sorgere “ci assalgono”, nostro malgrado.
E’ da tanto che penso di scrivere qualche riga ma oggi i miei pensieri trovano la carta perché ho assistito ad uno dei tanti fatti irritanti ed importanti ai quali,  a dire il vero, siamo tristemente abituati.

Ebbene io  lavoro nella zona adiacente alla Piramide Cestia e lunedì 8 settembre, alle 7.30 circa, la zona era invasa dai mezzi Ama (Azienda municipale ambiente)…decine di mezzi e tanto personale in azione, pulizie di strade e marciapiedi. Con un pacco di vecchi giornali in mano io cerco un cassonetto raccoglitore di carta. Risultano  però scomparsi tutti i cassonetti e chiedo informazioni ad uno degli operatori Ama che così chiarisce: “Signo’ li abbiamo torti perché oggi vié er Sindaco”. Si trattava, come lei sa,  della cerimonia di commemorazione dell’Otto Settembre del 1943. Le strade che ogni giorno mostrano l’incuria dell’Ama, i cassonetti vecchi che spesso non hanno coperchio ed emanano odori nauseabondi, altre volte che i coperchi ce l’hanno ma sono bloccati….non sono apribili dal comune mortale perché le molle non rispondono più alla volontà del cittadino che insistentemente fa leva sul pedale con tutta la sua forza…i mucchi di sacchetti accantonati ai piedi dei cassonetti che attendono giorni e giorni prima che un mezzo pietoso ce li porti via…ebbene tutto questo si risolve istantaneamente con un’operazione di rapido ed efficiente (questo si!) maquillage.

Gentile Sindaco,

il coraggio di cambiare le cose poggia necessariamente  sul coraggio di “vederle” così come sono. Roma è la città di chi la vive, è la realtà di chi ogni giorno cammina sui suoi marciapiedi e la vede in tutta la sua bellezza e in tutto il suo degrado, di chi ogni giorno affronta le traversate interminabili con i mezzi pubblici inefficienti, di chi ogni giorno è costretto ad affrontare il traffico in macchina, per mancanza di alternative dignitose. Eppure l’amministrazione decide di aumentare i costi dei parcheggi, decide di intervenire sulle tariffe di “lunga sosta” e sugli abbonamenti mensili di sosta…Viene il dubbio, l’atroce dubbio che l’amministrazione consideri questi dei “privilegi” e come tali riducibili o eliminabili in situazioni critiche di cassa. Tali provvedimenti ignorano che migliaia e migliaia di cittadini ogni giorno devono raggiungere il posto di lavoro in auto per necessità e mancanza di alternative valide.

Ignorano inoltre gravemente che per incentivare l’uso dei mezzi pubblici l’amministrazione deve prima scrupolosamente garantirne l’efficienza.

Infine, gentile Sindaco Marino, nessun nobile progetto può mai prescindere dal rispetto delle persone e dalla tutela dei diritti fondamentali. Il grande e atteso progetto di valorizzazione dell’immenso patrimonio che è Roma può avere compimento se esso diventa dei cittadini, di tutti i cittadini. I cittadini stessi devono sposarlo, sostenerlo e difenderlo. Solo questa condizione può garantirne la realizzazione e il successo.
Ringrazio per l’attenzione e auguro buon lavoro.

di Rita Gagliardi

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