L’incarico di Vittorio Conti a Commissario Straordinario dell’Inps scade il 30 settembre, ma nel nostro paese niente è più stabile del provvisorio. Appare difficile che nelle prossime due settimane appaia all’orizzonte un nuovo presidente. Così il Commissario in carica, generosamente, si dice disponibile alla proroga!

La notizia è appena accennata sui media, pochi se sono accorti e solo una dichiarazione forse incauta del Commissario ha acceso i riflettori. Ricordiamo i fatti: dopo l’allontanamento di Antonio Mastrapasqua, nel febbraio scorso Vittorio Conti è stato nominato con decreto del Ministro del lavoro Enrico Giovannini di concerto con il Ministro dell’Economia. L’incarico di Commissario Straordinario è previsto sino alla nomina del nuovo Presidente e comunque non oltre il 30 settembre 2014. La nomina di un esperto di finanza proveniente dal mondo delle banche accanto a molti consensi aveva sollevato qualche perplessità. L’Inps è un ente dalle dimensioni enormi e le cui funzioni investono tutti noi: un bilancio secondo a quello dello stato italiano, 40,7 milioni di utenti, responsabile di erogare la pensione a 16 milioni e prestazioni a sostegno del reddito a 4,4 milioni di persone. Ha un organico di 26 000 dipendenti e dopo l’integrazione di Inpdap (dipendenti pubblici) e di Enpals (dipendenti dello spettacolo), è destinato a superare i 33.000.

Bene, dopo il pasticcio della passata presidenza, il Governo non sembra impegnato nella gestione di un Ente vitale per il paese. Perché in aggiunta al ruolo scoperto del presidente si profila il vuoto organizzativo legato all’uscita del direttore generale il 1 gennaio del 2015. Un’abitudine italiana di lasciare scadere responsabilità importanti. Il dibattito si svolge sempre sulle riforme futuribili: delle pensioni appunto, della scuola, della giustizia,… mentre poca cura è dedicata a far funzionare l’esistente, ossia alla normale attività di governo.

Adesso nell’imminenza della scadenza, mentre il ministro del Lavoro Giuliano Poletti tace, il Commissario Straordinario, di cui non si era sentita la voce, annuncia alle giovani generazioni che se continua la bassa crescita del paese le loro pensioni, collegate all’andamento del Pil, potranno essere inferiori del 20%. I giovani non aspettavano buone notizie, certo si poteva evitare una gufata del genere. E poi da un Commissario ormai scaduto! Conti ha però aggiunto che sarebbe disponibile ad una proroga di qualche mese. Nel frattempo compirà a ottobre 72 anni. Ma non c’era un orientamento del Parlamento che prevedeva una soglia massima di 70 anni per gli incarichi negli enti pubblici?