L’era del downsizing per Volvo è ufficialmente iniziata. La Casa svedese, da sempre attenta alla sicurezza dei suoi veicoli e all’efficienza dei suoi motori, ha annunciato che a partire dal 2016 sarà introdotta una gamma di motori a tre cilindri. Una scelta che sa di innovativo, perché su veicoli di fascia medio-alta non è frequente vedere soluzioni di questo tipo. I propulsori a tre cilindri, comunque, non saranno installati su tutta la gamma.

La conferma è arrivata dal capo della sezione motori di Volvo, Derek Crabb, che ha sottolineato come questi motori non riguarderanno modelli superiori alla S60. Nel 2016, i primi motori a esordire dovrebbero essere dei benzina con una cilindrata di 1.5 litri. Unità che, secondo quanto ha affermato Crabb, non potrebbero erogare una coppia sufficiente per le Volvo più grandi, serie XC compresa. Ma l’introduzione dei tre cilindri è solo l’ultimo passo della strategia di Volvo. Nel 2013, infatti, il gruppo ha introdotto la gamma E-Drive. Si tratta di motori a quattro cilindri, che da maggio del 2014 è stata portata su tutta la gamma (ad eccezione del Suv XC 90), e porterà all’uscita di scena dei meno “verdi” propulsori a cinque e sei cilindri.

In particolare, Volvo ha puntato sul motore D4, alimentato a gasolio. Introdotto quest’anno sulla V40, questo propulsore eroga una potenza di 190 cavalli, con emissioni di CO2 limitate a soli 85 g/ km. Considerando anche una coppia di 400 Nm e consumi omologati nel ciclo combinato di 3,3 litri di carburante per 100 chilometri, pare che Volvo stia correndo più veloce di molti concorrenti in questa direzione. Verso la quale si stanno spostando anche le leggi di molti Paesi, che spingono ad avere macchine sempre più pulite.

Per questo la Casa svedese ha predisposto la gamma E-Drive per l’elettrificazione, e potrebbe essere l’attrice principale in un’offerta che dovrebbe spostarsi verso l’ibrido. Queste innovazioni sono arrivate anche grazie alla nuova linfa vitale e soprattutto agli investimenti portati da Geely, la società cinese che controlla il marchio svedese dal 2010. E i risultati non hanno tardato ad arrivare. Nel primo semestre del 2014 il marchio è tornato a macinare utili. L’utile è stato di 58 milioni di euro, mentre nello stesso periodo del 2013 le perdite erano arrivate a 84 milioni. In particolare a trainare le vendite del marchio ci ha pensato il mercato cinese che ormai è diventato il riferimento mondiale per Volvo, e dove le consegne sono aumentate del 34%.

Nel secondo mercato, cioè quello degli Stati Uniti, c’è stata una flessione del 19%, dovuta all’assenza di nuovi modelli, ma che dovrebbe essere compensata a breve, partendo dal nuovo suv XC 90, che sarà lanciato nei primi mesi del 2015, ed è il primo modello sviluppato interamente sotto la guida di Geely. Il terzo mercato per Volvo è quello domestico, dove c’è stato un incremento del 19%. A livello globale, comunque, le vendite sono salite del 10%, con 229.013 unità consegnate. Risultati che hanno superato gli obiettivi dell’azienda, e che potrebbero migliorare, grazie ai nuovi motori puliti, e alla riduzione nel listino dell’offerta di propulsori e trasmissioni. Una scelta che abbatte i costi di produzione.