Il consiglio di amministrazione della Rai presieduto da Anna Maria Tarantola, riunito giovedì a Roma ha votato all’unanimità dei presenti l’autorizzazione alla vendita di una quota di minoranza del pacchetto azionario di RaiWay spa finalizzato alla quotazione in Borsa della società. Inoltre i consiglieri hanno approvato sempre all’unanimità i documenti per il filing presso Consob e Borsa Italiana. Ne ha dato notizia un comunicato diffuso dall’Ufficio Stampa di Viale Mazzini al termine della seduta del cda. L’operazione è in linea con le ultime indicazioni in merito formulate dal governo Renzi nel decreto Irpef.

“Perché la Rai dovrebbe cedere una quota di RaiWay pari a 400 milioni di euro se l’ammanco per il decreto Irpef è di 150 milioni? E’ opportuno che l’azienda chiarisca sull’utilizzo dei ricavi dalla vendita della società che gestisce le torri”, ha detto il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi“Nelle audizioni in parlamento da ultimo quella in commissione Trasporti alla Camera lo scorso 23 luglio, il direttore generale Luigi Gubitosi ha assicurato che per il 2014 il bilancio Rai sarebbe stato in pareggio, al netto del taglio governativo da 150 milioni – ha proseguito – L’autorizzazione del governo a cedere una quota minoritaria di RaiWay serve proprio a recuperare questa cifra. Sarebbe poco comprensibile, allora, la cessione di una quota per 400 milioni di euro, come riportato dalla stampa, più del doppio del necessario. E’ vero che la Rai sta pensando ad un importo del genere? A cosa dovrebbero servire questi introiti ulteriori? I conti non sarebbero realmente a posto, come più volte ribadito dai vertici negli ultimi mesi? E’ opportuno che l’azienda chiarisca questi punti. Essere autorizzati a valorizzare una quota minoritaria di Raiway, quindi fino al 49%, non significa necessariamente cederla tutta”. E ancora: “Se i conti sono a posto e il pareggio di bilancio è a portata di mano, come assicurato più volte da Gubitosi, che bisogno c’è di operare tagli lineari alle piccole collaborazioni, come ad esempio quelle della squadra di giornalisti di Iacona?”.

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