A luglio, visto il maltempo e le precipitazioni, le speranze degli operatori turistici della Riviera erano tutte riposte nel Ferragosto. “Confidiamo – dicevano – di recuperare un po’ sul calo di presenze registrato in questi mesi a causa delle pessime condizioni meteo”. Dopo che la pioggia, però, ha rovinato anche la festa del riposo agostano, le confederazioni dell’artigianato e della piccola-media impresa di Ravenna e Cervia hanno deciso di rivolgersi direttamente a Roma. “Chiediamo al ministero del Turismo di riconoscere lo stato di crisi per l’intero settore: il maltempo è costato alla Riviera il 45% dei turisti, e senza misure urgenti il comparto rischia di non farcela”.

Il bilancio dell’estate 2014, spiegano le associazioni di categoria, “è drammaticamente negativo. Tra giugno, luglio e agosto – fa i conti la Cna di Ravenna – temporali, pioggia e vento forte hanno imperversato su tutte le località turistiche della nostra costa, e si sono tradotti in un calo di presenze pari quasi al – 50% di turisti in spiaggia. In pratica, un drastico dimezzamento di incassi per tutti gli operatori del settore e per l’intero indotto, migliaia di lavoratori e aziende. Una situazione molto pesante, che rivendica misure urgenti: La stagione è avanzata, certo, ma non è ancora conclusa”. Da qui la richiesta, indirizzata a sindaci e assessori di tutti i Comuni della Riviera, affinché si appellino al ministero del Turismo per chiedere il riconoscimento dello stato di crisi per l’intero settore, con misure che partano dall’attenuamento della pressione fiscale per la categoria.

“Invitiamo il ministro del Turismo Dario Franceschini a venire qui in Riviera, per constatare personalmente quanto sia difficile la situazione – scrivono Cna di Cervia e Ravenna – e domandiamo alle amministrazioni comunali di tutte le città della costa emiliano romagnola di convocare un tavolo con gli operatori del settore, allo scopo di individuare misure immediate a sostegno della categoria. A partire dalle aperture straordinarie in autunno”. Se alcune città, come Rimini e Cesenatico, si sono già dette disponibili a tenere gli ombrelloni aperti anche a settembre, nella speranza di prorogare l’estate e recuperare un po’ di quei turisti persi tra giugno e agosto a causa del maltempo, infatti, le associazioni di categoria vorrebbero estendere il via libera a tutto il litorale. Poi serve l’intrattenimento: per questo, le Cna di Ravenna e Cervia propongono “una campagna promozionale straordinaria per il mese di settembre”, che coniughi un incremento di eventi culturali, sportivi e enogastronomici, con offerte appetibili per i vacanzieri di tutta Italia. Si pensa ai pacchetti turistici all inclusive a prezzi economici, ai soggiorni low cost o ancora, a forme di promozione per chi è andato in vacanza e ha dovuto convivere con il maltempo.

“Fino ad ora – sottolineano le associazioni di categoria – l’offerta diversificata di servizi in spiaggia, come l’ombrellone condiviso o le tariffe stabili, nonché un’attenta politica di prezzi contenuti, ci hanno premesso di scongiurare una perdita economica maggiore. Ma queste misure non sono più sufficienti, serve un intervento integrato per risollevare il turismo della Riviera”. “Purtroppo tenere i prezzi stabili o offrire qualche sconto in spiaggia non basta a rilanciare questa stagione da bandiera nera – spiega Giancarlo Cappelli, presidente del Sib, il Sindacato italiano balneari Emilia Romagna – serve che i Comuni e le associazioni, invece, per convincere gli italiani a venire in vacanza qui in autunno, aumentino l’offerta di eventi sportivi, culturali e enogastronomici nel territorio, e creino promozioni integrate che rendano veramente appetibile la Riviera”.

Tenere le scuole chiuse un mese in più, come proposto dal sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, conferma Cappelli, “avrebbe aiutato, perché con i bimbi a casa le famiglie, che rappresentano il 70% dei clienti di hotel e stabilimenti, vanno al mare. Ma il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha bocciato l’iniziativa, e bisogna pensare comunque ad attrarre i villeggianti in Riviera a settembre: se il settore non recupera un po’, rischia di rimanere schiacciato dalla pressione fiscale”. Un punto su cui si lavora in tutte le regioni costiere d’Italia, dalla Liguria alla Sicilia, dalla Calabria all’Abruzzo, alla Sardegna, al Lazio, alle Marche. E sul quale l’Emilia Romagna non intende rimanere indietro. “Bisogna risollevare il turismo della Riviera – conclude Cappelli – perché è una delle voci più importanti per tutte le città che si affacciano sul litorale”.