“Un altro passo in avanti per la ricerca della verità, superando il tratto emotivo per chi è stato protagonista e superstite di questo eccidio”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini a Sant’Anna di Stazzema, dove partecipa alle celebrazioni per il 70esimo anniversario della strage nazista, in merito alla decisione della magistratura tedesca di riaprire le indagini sull’eccidio, costato la vita a 560 persone. “Conservare e aggiornare la memoria – ha detto ancora Giannini – è lo strumento per mantenere l’identità salda di un popolo”, un compito che è anche della scuola. Il ministro ha ricordato anche altre stragi, “che purtroppo vengono rimosse dalla memoria, penso al genocidio degli armeni o alla storia dei curdi tornati ultimamente di grande attualità”, con il riaccendersi della tragedia irachena. Nell’ambito delle celebrazioni, il ministro terrà il discorso ufficiale della cerimonia, al Monumento Ossario dove sono previsti gli interventi anche del sindaco di Stazzema Maurizio Verona e di Enrico Pieri, presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna. Verrà inoltre inaugurata la mostra Now I Know realizzata dai ragazzi che hanno partecipato al primo concorso nazionale “Sant’Anna di Stazzema”. 

Nei giorni scorsi ilfattoquotidiano.it aveva reso noto una lettera che Andreas Schenkel, nipote di uno dei componenti delle Ss che trucidarono gli abitanti di Sant’Anna, ha spedito a Pieri, uno dei sopravvissuti della strage: “Piango e dico che mio zio doveva essere punito”. Pieri è rimasto solo al mondo a 10 anni dopo l’eccidio: “Avevo perdonato il popolo tedesco, ma l’ideologia nazista e fascista mai. Io oggi sono un convinto europeo. Penso che bisogna superare tutti questi rancori perché sennò si ritorna al Medioevo”.

L’orrore dell’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema, 560 persone trucidate 70 anni fa, il 12 agosto 1944, visto attraverso gli occhi degli studenti. Così ha voluto quest’anno ricordare l’eccidio il ministero dell’Istruzione, insieme a Comune di Stazzema, Anpi e Insmli, selezionando 27 ragazzi, provenienti da quattro scuole superiori – di Roma, Reggio Emilia, Catania ed Anzio – per partecipare a un workshop nei luoghi della strage e allestire la mostra Now I Know – Ora io so che si compone di testimonianze, interviste, filmati, installazioni artistiche e multimediali. “Sant’Anna è una ferita che ha lacerato la nazione intera, conservare e aggiornare la memoria è lo strumento per mantenere l’identità salda di un popolo; consegno a voi questo impegno di lotta”, ha detto il ministro Giannini che peraltro è originaria di Lucca. Tornando poi alla decisione della magistratura tedesca, il ministro ha parlato di “un altro passo in avanti per la ricerca della verità”. “Noi non cerchiamo il sapore aspro della vendetta, ma la responsabilità di chi ha sbagliato. La riapertura del processo è una speranza per il futuro”.

A Sant’Anna, dove è intervenuto fra gli altri il presidente dell’Ucei Renzo Gattegna, sono arrivati anche i messaggi del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Papa. Il Capo dello Stato ha espresso “ammirazione per quanti continuano instancabilmente ad operare per la causa della verità e della giustizia”, e salutato “con speranza il riaprirsi di uno spiraglio per la ricerca delle responsabilità in sede giudiziaria nell’amica Germania”. Il Pontefice, spiega una nota del segretario di Stato Pietro Parolin, “unendosi spiritualmente alla preghiera di cristiano suffragio per i defunti, invoca il principe della pace affinchè rinsaldi il comune impegno per una solidale convivenza dei popoli e delle nazioni”. Anche il presidente del Senato Pietro Grasso si è unito “nel ricordo delle vittime innocenti barbaramente trucidate”. Tra queste anche 107 bambini – la più piccola, Anna Pardini, aveva soltanto 20 giorni – a cui ha rivolto un pensiero in particolare il governatore toscano Enrico Rossi. Oggi Stazzema, ha detto il sindaco Maurizio Verona, è una “fabbrica della pace”.