Agli studenti della Sapienza poco prima di pranzo è arrivata una mail, il contenuto sembrava importante e l’oggetto iniziava con “Comunicato del Rettore”. Ne arrivano di mail di Luigi Frati, spesso sono comunicazioni inutili, altre volte ci comunica qualche sconto (non solo culturale, ma anche una convenzione con qualche stabilimento balneare), ma un Comunicato del Magnifico Rettore – scritto con tutte le iniziali in maiuscolo – di mercoledì 6 agosto nelle ore più calde stupisce e poi, forse per la prima volta, riguarda una notizia che sui social network sta girando da stamattina. Infatti, il titolo continuava: “la partecipazione di Schettino è stata una iniziativa autonoma ed indegna di un docente, con la libertà accademica che non può essere irresponsabilità”.

Verrebbe spontaneo rispondere: “Sì, generale Frati, quello che è successo è veramente indegno”, sentendo tutta la forza di una guida e della sapienza – giusto a dirlo – di un Rettore. Ma poi le truppe di studenti, dottorandi, assistenti e professori vanno a leggere meglio la notizia. Sembra essere una lectio magistralis, una lezione del maestro, e alla cattedra colui, che pur essendo molto bravo, ha fatto un grosso guaio ed ora è indagato per il disastro della Costa Concordia. Una lectio magistralis, che quando la sentono gli studenti in Comunicazione si aspettano un Tullio De Mauro o un Barry Wellman. No, proprio una lectio magistralis non può essere.

La notizia ha tutte le caratteristiche di una bufala, ma bufala non è, anche se con il passare del tempo si scoprono i primi retroscena. “Non c’è stata alcuna lectio magistralis”, dice il professore Vincenzo Mastronardi, il criminologo che il Rettore ha definito irresponsabile. È stato solo un intervento, breve, un commento sulla ricostruzione in 3D dell’incidente del Giglio. Pare che interessasse solo la sua opinione come protagonista di ciò che è successo due anni e mezzo fa, null’altro.

E il comunicato del Rettore da far leggere a tutti così urgentemente? È stato dettato solo dall’attenzione mediatica che la notizia ha avuto? Sembra proprio di sì. Ed è soprattutto in alcune espressioni utilizzate che si ha quest’idea. Innanzitutto l’entusiasmo di comunicare nel primo rigo, con un lungo inciso, che il soggetto in questione è indagato per il disastro in cui sono morte 32 persone. Poi l’indignazione della Sapienza e la presa di distanze, come se quel professore non dovesse essere più considerato tale, bollando l’iniziativa con l’aggettivo deviante. Nella mail agli studenti poi anche l’aggiunta del “sic!!!” quando riporta le parole scritte sulla locandina “commenterà il Comandante Francesco Schettino”. Per quanto possiamo stupirci che un indagato possa commentare quello per cui è indagato, il sic proprio non ce l’aspettavamo.

La grossa notizia non c’è, alla fin fine erano circa 80 le persone che partecipavano al seminario e l’intervento è stato più che breve. Ma il sistema dei media a volte ha bisogno anche di questo, un qualcosa da dare ai lettori per farli commentare, per fargli scrivere “Salga sulla cattedra, cazzo” sulla propria bacheca e cedere alla moda tanto cool dell’indignazione continua. Ma poi mi domando: e se quell’indagato per assurdo venisse assolto, che fine farebbero i post ironici e, soprattutto, il comunicato del Rettore?

Twitter: @carlovalentino2